Per i congiunti la soluzione potrebbe essere data dalle province limitrofe

Emergenza Corona Virus. La vita ai tempi del Corona Virus. L’amore ai tempi del corona virus. Una coppia di fidanzati con mascherina anti contagio si abbraccia davanti ad un murales . 15 Marzo 2020. Padova ANSA/NICOLA FOSSELLA

Il tema dei congiunti fuori Regione sta tenendo banco nelle ultime ore, tra petizioni online per chiedere la rimozione del divieto e voci dei corridoi romani che parlano di possibile riapertura in una data ancora da identificare tra il 18 e il 25 maggio. La soluzione, comunque, potrebbe essere una via intermedia tra le proposte giunte finora.

Alcune regioni, infatti – più per interessi economici che affettivi – hanno chiesto di aprire agli spostamenti interregionali, altre invece hanno proposto di permettere ai congiunti residenti in comuni tra loro limitrofi ma in regioni differenti di incontrarsi. La trattativa, alla fine, potrebbe chiudersi guardando alle province.

Un’apertura tra province limitrofe di regioni differenti avrebbe in effetti senso per molte realtà: basti pensare al Garda, area che interessa ben tre regioni ma che potrebbe vedere così spostamenti per motivi affettivi garantiti tra tre province in tutto, ovvero Brescia, Trento e Verona. Un’area decisamente più circoscritta rispetto alla possibilità di un’apertura tra regione ma che permetterebbe a un cittadino di Riva di andare a trovare la sua dolce metà a Desenzano, distanti in realtà una settantina di chilometri.

Oppure si pensi alla riviera adriatica: gli interscambi personali tra Pesaro e Rimini – circa quaranta chilometri – al momento sono vietati, mentre paradossalmente sono consentiti quelli tra il capoluogo malatestiano e Piacenza, distante oltre duecento chilometri e soprattutto il principale focolaio dell’Emilia-Romagna in termine di contagi e di morti.

Le aree di confine, avendo spesso interessi commerciali e sociali con le altre realtà, meriterebbero un trattamento differente: oltre ad autorizzare dei ricongiungimenti fondamentali per la tenuta sociale del Paese, potrebbero inoltre fornire uno straordinario banco di prova per quella che sarà la “fase 3“, ovvero il progressivo ritorno alla normalità. Utilizzare come campione uno spazio limitato a due o tre province darebbe infatti maggiori spunti al Comitato Tecnico Scientifico per analizzare se e quando riaprire tutto.