Cia interviene su scuola: “Rossi attacca anche se nel 2017 era riuscito a commissariare la scuola trentina”

E Claudio Cia non resta in silenzio dopo che in questi ultimi giorni ci sono stati numerosi attacchi nei confronti dell’Assessore Bisesti di cui l’ultimo è quello fatto dall’ex Presidente Ugo Rossi. Un intervento importante, necessario per fare chiarezza su un tema, quello della scuola, che viene affrontato troppo spesso con soli scopi ideologici. Cia ha infatti affermato: “ho letto – non senza qualche perplessità – l’intervista fatta al consigliere Ugo Rossi nella quale ad alcune interessanti proposte si aggiungono degli immotivati attacchi all’assessore Bisesti e alla sua gestione dell’assessorato. Non parlo a caso di attacchi immotivati, posto che l’Assessore all’Istruzione, prima del 21 ottobre 2018, era proprio lo stesso Rossi che, nella sua gestione illuminata e in cui fortemente si è sentita la tanto auspicata “esercitazione delle prerogative dell’Autonomia”era riuscito ad ottenere ad inizio 2017 il commissariamento della scuola trentina“.

Dichiarazioni che hanno stupito il Consigliere Claudio Cia, il quale ha aggiunto: “Pare quindi strano che a salire in cattedra con le raccomandazioni per uscire dall’impasse sia proprio uno dei fautori della situazione attuale, posto che i problemi della scuola trentina, dal sovraffollamento delle classi, alla ridotta capacità degli spazi, alla carenza di insegnanti (e ci terrei a sottolineare anche quello della stabilizzazione dei precari dall’infanzia alle secondarie) non sono certo nati durante il lockdown da coronavirus, ma erano ben conosciuti – e sottovalutati – proprio da chi prima gestiva tale assessorato“.

Fa riflettere inoltre il concetto distorto di “Autonomia = copiare da Bolzano” che pare promuovere ripetutamente il consigliere Rossi. Vale la pena inoltre precisare che quella che ci sarà da lunedì in Alto Adige non sarà una “riapertura di nidi e materne” come fatto intendere da Rossi, ma si tratta di un servizio di emergenza dedicato a piccoli gruppi di bambini, sulla base di una graduatoria che darà precedenza ai figli di chi è impegnato nei settori dell’emergenza e che partirà per ora nelle scuole di lingua tedesca.