Covid-19. “Niente aiuti se sei cristiano”, così in Pakistan aiutano solo i musulmani

Mentre in Italia sono ancora di strettissima attualità le polemiche intorno alla conversione all’Islam di Silvia Romano, a gettare benzina sul fuoco sui delicati rapporti tra cristiani e musulmani arriva una scioccante notizia dal Pakistan, paese dove la popolazione è per la maggior parte di fede islamica.

In Pakistan infatti, dove gli aiuti contro l’emergenza di coronavirus sono stati raccolti attraverso la rituale elemosina, è stato disposto che gli unici a poterli ricevere siano i musulmani, estromettendo quindi tutti i fedeli delle altre religioni, tra cui i cristiani.

Tale notizia, riportata da “Il Giornale”, troverebbe conferma nella parole di Cecil Shane Chaundhry, direttore esecutivo di un’organizzazione cattolica per i diritti umani, che ha confermato come in Pakistan diverse organizzazioni religiose musulmane abbiano escluso cristiani ed appartenenti ad altre religioni nella distribuzione di cibo e mascherine, affermando inoltre come i volontari di un organizzazione islamico in diversi villaggi pakistani si siano rifiutati di aiutare un centinaio di famiglie in difficoltà solo perchè appartenenti ad un’altra religione.

Chaundhry ha inoltre specificato come siano proprio i cristiani, che solitamente svolgono i lavori più umili e meno retribuiti, ad essere i più bisognosi d’aiuto, denunciando contestualmente l’accaduto alla fondazione pontificia “Aiuto alla Chiesa che soffre” e invitando il Governo ad inviare aiuti a queste persone in gravi difficoltà.

“Il Covid non conosce confini, ognuno è in pericolo, indipendentemente dalla religione come si può ritenere giusto negare cibo e altri aiuti di emergenza ai cristiani e alle altre minoranze considerando in particolare che loro sono fra quelli attualmente più sofferenti?” ha poi denunciato ulteriormente Cecil Shane Chaundhry.