Kurz non riapre il confine tra Austria e Italia. Il Brennero ora rischia la crisi

L’inizio della fase 2 dell’emergenza Coronavirus ha riportato sul piatto il tema dei viaggi internazionali: il comparto turistico italiano, infatti, ottiene incassi dignitosi soprattutto grazie al grande afflusso di turisti da parte dei vicini Paesi europei, come Francia, Austria ma soprattutto Germania.

Tuttavia, il Primo ministro austriaco Sebastian Kurz non ha citato l’Italia tra i Paesi che vedranno allentate le restrizioni ai confini. Il confine tra Austria e Germania infatti è già stato allentato e vedrà completamente revocati i controlli dal prossimo 15 giugno. Stessa cosa faranno i tedeschi nei confronti di Danimarca, Francia, Lussemburgo e Svizzera. Il confine tra Italia e Austria rimarrà invece controllato fino a data da destinarsi.

Alla luce del numero di contagi ancora molto elevati, non c’è alcuna prospettiva di aprire presto il confine con l’Italia” ha dichiarato Kurz, mentre il Ministro austriaco del Turismo Elisabeth Kostinger aveva già in precedenza dichiarato che ci sarebbe voluto molto tempo prima di tornare in vacanza in Italia, Spagna e Grecia, anche perché il traffico aereo rimarrà limitato ancora a lungo. Nonostante la Kostinger abbia comunque definito auspicabile un intervento europeo sulla questione dei confini, al momento comunque il Brennero rimarrà chiuso.

Tuttavia, non tutte le colpe vanno imputate agli austriaci: se per i turisti tedeschi non si potrà raggiungere l’Italia né in auto né in treno almeno fino a metà giugno, infatti, la colpa sarebbe anche del Governo Conte II. Secondo quanto dichiarato dal Ministro austriaco del Turismo alla radio Orf, la decisione sarebbe stata infatti presa dal Governo Kurz dopo che in Italia sono state mantenute le limitazioni agli spostamenti interni. “In futuro, la decisione dipenderà dai tassi d’infezione” ha annunciato.

La questione, però, sta già assumendo la dimensione dell’intrigo internazionale: l’Austria infatti ha allentato le restrizioni verso Repubblica Ceca e Slovacchia, venendo accusata di aver creato dei “corridoi anti-Covid”. “Molti operatori mi hanno segnalato un pericoloso accordo tra Paesi europei sul turismo. Sappiamo che i tedeschi sono i principali turisti esteri del nostro Paese e ieri abbiamo parlato con la Germania che ci ha assicurato che non farà alcun accordo bilaterale con altri Paesi” ha dichiarato il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio.

Restano tuttavia delle perplessità legate a un accordo tra la Repubblica Ceca e la Croazia per un “corridoio aereo turistico”, delineato già a metà aprile tra i Premier dei due paesi, accendendo la spia degli operatori turistici dei Paesi del sud-Europa. Sergio Berlato, eurodeputato di Fratelli d’Italia, ha a tal proposito depositato un’interrogazione in Commissione europea: “Quello dei corridoi creati da Austria, Germania, Repubblica Ceca, Slovenia e Croazia per dirottare il flusso turistico proveniente dai Paesi del Nord Europa verso le spiagge della riva orientale dell’Adriatico è un gravissimo problema. Tale esclusione costerebbe all’Italia una diminuzione di circa il 73% del fatturato con oltre 25 milioni di turisti in meno, nonché la perdita di milioni di posti di lavoro“.

Anche da parte del Governo si manifestano perplessità. Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali con delega al Turismo, ha difatti parlato direttamente con il paritario tedesco Thomas Bareiss. “Ho ricevuto proposte per creare dei corridoi turistici tra alcuni Paesi europei, ma escludo che si possano effettivamente concretizzare. Servono piuttosto soluzioni europee comuni” ha affermato il Ministro tedesco.