Coronavirus, Hollywood ripartirà seguendo il protocollo anti-HIV dei film porno

L’epidemia da Coronavirus non è certo il primo ostacolo nella storia che l’industria cinematografica ha dovuto affrontare. Già in passato, infatti, l’HIV rappresentò, in particolar modo per il mondo della pornografia, un grave ostacolo alla produzione, oltre ad aver portato alla morte di attori celebri come John Holmes.

Per far fronte a tale emergenza, negli anni ’90 l’industria pornografica mise a punto dei protocolli anti-HIV al fine di proteggere gli attori da eventuali contagi: il principale è stato nominato PASS, ovvero Performer Availability Scheduling Services.

In cosa consiste il PASS? Sostanzialmente, gli attori devono fare test di negatività all’HIV ogni 14 giorni, al fine di avere una fotografia pressoché sempre puntuale dello stato di salute e limitare al minimo i contagi. Certamente, le differenze tra l’AIDS-HIV e la sua possibilità di trasmissione e il Covid-19 sono infinitamente diverse. Tuttavia, il modello – riadattato – può consentire al settore dell’entertainment di rimettersi in modo, generando a pioggia la ripresa di quei settori meno “ricchi” ma indispensabili, come gli scenografi, i costumisti, i direttori della fotografia e via discorrendo.

L’organizzazione no-profit Free Speech Coalition, dedita anche alla tutela sindacale della salute dei pornoattori, spiega che il PASS sostanzialmente è un database in cui i nomi di chi ha fatto il test HIV negli ultimi 14 giorni con risultati negativi alle malattie sessualmente trasmissibili viene contrassegnato con una spunta verde. “Questo database – spiega un responsabile della Free Speech Coalition – non viola dunque alcuna norma legata alla privacy della persona, ma dice solo se sei libro di lavorare oppure no“.

La perplessità, al momento, è legata all’affidabilità del test legato al Covid: sembra infatti che vi sia ancora una marginalità di errore legata alla risposta. Una volta trovato un test estremamente affidabile, quella di tamponare gli attori ogni due settimane e certificare chi può lavorare e chi no può essere la soluzione per tornare sul set.