Olivotto: “Riprendono le passeggiate per la sicurezza nei luoghi più degradati della città di Bolzano”

“Gli stessi cittadini, che plaudono in continuo all’impegno dei militanti ,insistono nel richiedere sempre più passeggiate ,questa volta nella zona di via Torino ,luogo lasciato in balia dello spaccio mentre vengono però controllate le distanze tra le persone che vogliono tornare ad una vita sociale normale. Ogni famiglia vuole oggi questa passeggiata per la sicurezza sotto casa propria perchè il loro desiderio più sentito è la segnalazione dei fatti criminosi alle Forze dell’ordine. I cittadini di Bolzano non ce la fanno proprio più in ogni senso: si vedono accerchiati in tutti i luoghi della vita comune, quasi soffocati da questa presenza di individui spesso violenti e che non rispettano per nulla le regole e le leggi. Si vedono cioè limitare e sottrarre le proprie libertà e sovranità. Per questo noi appartenenti alla rete delle comunità forzanoviste ci sentiamo ancora piú legittimati e in dovere nel continuare con l’attività di passeggiate per la sicurezza nel capoluogo altoatesino.” E’ la nota alla stampa inviata da Michele Olivotto forzanovista.

In foto: A Bressanone, la Giornata Internazionale della Luce quest’anno è all’insegna dell’arte, della speranza e della fiducia. Nell’ambito del Water Light Festival powered by Durst, l’artista trentino Stefano Cagol ha animato una performance artistica in Piazza Duomo a Bressanone alle 5 del mattino.

COPPIA ABUSIVAMENTE OSPITATA pizzicata dai Carabinieri

I militari della Stazione Carabinieri di Anterselva hanno denunciato a piede libro un albergatore del luogo poiché nel mese di marzo – vigente peraltro il divieto di ospitare persone da fuori provincia – aveva ospitato una coppia di padovani senza comunicare nulla all’autorità di pubblica sicurezza.

L’articolo 109 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza prevede che “i gestori di esercizi alberghieri … entro le ventiquattr’ore successive all’arrivo … comunicano … le generalità delle persone alloggiate” all’autorità di pubblica sicurezza. Peraltro da diversi anni le strutture ricettive possono trasmettere i dati telematicamente, grosso vantaggio in considerazione del fatto che un tempo dovevano compilare delle schedine di carta copiativa e portarle all’ufficio di pubblica sicurezza più vicino che spesso, nelle località più periferiche, poteva essere solo la stazione carabinieri.

Detto obbligo, qualora non rispettato, prevede una sanzione penale, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206.

I carabinieri di Anterselva, verso fine marzo, hanno notato due persone a passeggio per la valle. Fermati e identificati, i due si son rivelati essere due turisti padovani che non potevano essere lì in quanto vietato dalle norme in vigore per il contenimento della epidemia “COVID-19”. I due ovviamente sono stati sanzionati per la violazione di dette norme in quanto ben lontani dal comune di residenza.

Ma i carabinieri non si sono fermati lì e – raccolte le dichiarazioni dei due padovani – hanno approfondito la ricerca di dove fossero alloggiati. Infatti anche dare alloggio a persone presenti per finalità diverse dal lavoro e/o altre consentite era vietato dalle disposizioni anti-COVID.

I militari dell’Arma hanno quindi scoperto che i due veneti erano alloggiati in un affittacamere di Rasun e hanno rintracciato il proprietario applicandogli la sanzione amministrativa di euro 288 prevista dalla legge provinciale n. 58 del 1988 per aver attivato l’esercizio al di fuori del periodo di apertura fissato nella licenza. Hanno quindi verificato de avesse fatto le previste comunicazioni degli alloggiati scoprendo che non aveva – probabilmente per non farsi scoprire che aveva ospiti nel periodo di chiusura – comunicato le presenze dei due padovani. È stato quindi denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Bolzano per la violazione del citato testo unico delle leggi di pubblica sicurezza.

Un comportamento poco corretto, specie nei confronti di tutti quegli albergatori costretti a stare chiusi, che lui ha danneggiato ulteriormente con la sua concorrenza sleale. Rimane ai Carabinieri da verificare se e in che modo il sessantaduenne pusterese sia stato pagato dai due turisti “fuorisede” e se quindi debba o meno essere segnalato anche alla Guardia di Finanza per ulteriori approfondimenti fiscali.