Vacanze 2020 Austria e Germania snobbano l’Italia: “meglio spiagge covid-free”

Se sino ad oggi l’Italia è stata una delle mete preferite dai turisti tedeschi, con circa 12.2 milioni di persone che ogni anno sceglievano il belpaese come meta per le proprie vacanze, dall’estate 2020 la situazione potrebbe drasticamente cambiare.

Come è noto Austria e Germania da oggi hanno riaperto le frontiere per motivi di lavoro, visite ai parenti e agricoltura, ma dal prossimo 15 giugno le frontiere saranno riaperte totalmente con la possibilità che i primi turisti possano muoversi liberamente per andare in vacanza.

Proprio il possibile afflusso di turisti da Austria e Germania causa all’Italia le maggiori preoccupazioni, dato che entrambi i paesi hanno deciso di aprire dei “corridoi turistici” escludendo il belpaese dall’equazione. L’Austria per esempio sembra intenzionata a promuovere tali corridoi con Ungheria, Slovacchia, Repubblica Ceca e Slovenia.

La Germania invece sembra pronta ad appoggiarsi, mancherebbe l’ok da Copenhagen però, con la Danimarca e avrebbe già raggiunto accordi con Lussemburgo e Francia. Inoltre, dal paese teutonico trapelano indiscrezione circa possibili accordi anche con la Spagna. E l’Italia?

L’Italia sembra essere stata esclusa da questi calcoli perché ritenuta poco sicura per i vacanzieri austro-tedeschi, promuovendo in alternativa le spiagge di Croazia e Slovenia, con tanto di slogan “Straende ohne Covid”, traducibile con “Spiagge Covid free”

Sull’eventualità che possano essere creati “corridoi turistici” che escludano l’Italia, negli scorsi giorni si era espresso direttamente il Premier Giuseppe Conte che aveva dichiarato di non accettare “accordi bilaterali che possano creare percorsi turistici privilegiati”. Affermando inoltre di aver già discusso del tema la presidente Ursula von der Leyen

Il Premier Conte, sui corridoi, aveva inoltre aggiunto: “i corridoi sarebbero la distruzione del mercato e significherebbe che all’interno dell’Ue il turismo verrebbe determinato e condizionato da accordi bilaterali”.