Bonus sanitari. Trento riconosce un premio, ma Roma sembra di no

Ormai è scontro tra centrosinistra, sindacati e Lega sui sanitari, anzi sul bonus loro attribuito per il lavoro fatto durante l’emergenza Covid-19. La vicenda è partita nelle scorse settimane quando la Giunta provinciale ha destinato delle risorse per riconoscere a chi ha lottato contro il Covid-19 un bonus, che a detta dei sindacati e del centrosinistra ha bloccato il rinnovo dei contratti.

Sul punto Zeni e il PD, ma anche Paoli e Dalzocchio hanno ampliamente dibattuto, con il Consigliere della Rotaliana che in pieno consiglio provinciale ha denunciato delle vere e proprie fake news amplificate da alcuni giornali sulla questione Bonus.

Approvata la legge provinciale sembrava esser archiviata la polemica, ma il Partito Democratico nella giornata di giovedì è intervenuto riaffermando il concetto che quel Bonus in realtà è inesistente. Peccato solo che da parte dell’opposizione non si è fatto i conti con la bozza del Decreto ripresa voluta anche dal Partito Democratico. Nella bozza infatti ” il governo ha deciso di azzerare il premio, fino a mille euro, per il personale sanitario impegnato in prima linea nel contrasto al Covid-19. Una decisione che pare confermata dalle notizie che trapelano dal consiglio dei ministri in corso”. A dichiararlo i deputati della Lega Vanessa Cattoi e Mauro Sutto. “Dopo tante belle parole, nel momento di passare ai fatti, il governo si rimangia tutto e anziché ringraziare con un meritatissimo bonus economico, si limita alla classica ‘pacca sulla spalla’ – aggiungono Cattoi e Sutto – . Un atto davvero offensivo per centinaia di operatori sociosanitari, che hanno lavorato giorno e notte, mettendo a rischio la propria vita”. “E pensare che questa mattina la maggioranza, bifronte, giallorossa aveva approvato l’ordine del giorno della Lega, con primo firmatario Massimo Garavaglia, per impegnare il governo per dare riconoscimenti economici agli operatori. Peccato che il governo si sia dimenticato di trovare adeguate coperture economiche. Una presa in giro che medici, infermieri e gli italiani tutti non si meritavano proprio”, concludono i leghisti.

Sulla vicenda è poi intervenuta anche la Consigliera Katia Rossato che ha voluto aggiungere: “Massimo silenzio da parte della triplice sindacale nei confronti del Governo che – stando alle ultime versioni di bozza circolanti – pare aver tolto dal decreto rilancio il riconoscimento agli operatori sanitari per aver affrontato la battaglia contro il Covid-19 e gli unici soldi arrivati da Roma per gli operatori sanitari sono quelli destinati al mero pagamento degli straordinari”. Nei fatti la Consigliera ha così smentito quanto affermato dal Partito Democratico che aveva affermato: “La Giunta Fugatti ha incassato i 2 milioni inviati da Roma, ma ha deciso di finanziare il premio con risorse già accantonate per gli adeguamenti contrattuali dei sanitari stessi … in pratica con i loro soldi!”

Rossato ha inoltre ricordato: “Peccato che non è stato così in occasione dell’approvazione del disegno di legge provinciale 55 che, invece, ha voluto premiarli all’articolo 32, che ha come titolo “Misure per l’attribuzione al personale impegnato nel settore sanitario e socio-sanitario nell’emergenza epidemiologica da COVID-19 di un riconoscimento economico temporaneo”. Un articolo che prevede una copertura di 15 milioni di euro. Non pochi soldi in un periodo di incertezza economica. Così mentre Trento si attiva per dare un riconoscimento agli operatori sanitari, Roma con il governo PD e M5S si limita alle pacche sulle spalle”.