Congiunti fuori regione. Il Governo dice no, ma ecco quali regioni forzano il blocco

Emergenza Corona Virus. La vita ai tempi del Corona Virus. L’amore ai tempi del corona virus. Una coppia di fidanzati con mascherina anti contagio si abbraccia davanti ad un murales . 15 Marzo 2020. Padova ANSA/NICOLA FOSSELLA

Niente da fare: il governo tiene a distanza i congiunti fuori regione almeno sino al 3 giugno. A confermarlo l’ultimo DPCM così come il decreto legge pubblicato nella giornata di ieri. Un brutto colpo per tante coppie e famiglie, ma i governatori non sono rimasti a guardare. A riguardo vi è particolare confusione sul come verranno attuati gli accordi ma intanto ecco un riepilogo regione per regione:

Trentino

Attualmente per il trentino è prevista la possibilità di trovare i congiunti nella Provincia Autonoma di Bolzano così come svolgere qualsiasi attività all’interno della Regione Autonoma. E’ stato firmato un accordo con il Veneto per visite tra congiunti di comuni confinanti, si aspetta invece l’accordo che consentirà ai congiunti della Provincia Autonoma di Trento di incontrare parenti nelle province venete confinanti. Attualmente – come ribadito dal Governatore Fugatti – non vi è alcun accordo con la Lombardia.

Emilia – Romagna

Decadono tutte le limitazioni: da domani tutti posono andare ovunque in regione senza limiti di tempo (quindi sì alla gita di più giorni anche nelle seconde case in regione). “Inoltre, è ammesso lo spostamento anche al di fuori della Regione Emilia-Romagna, non oltre la provincia o il comune confinante, da parte di residenti in province o comuni collocati a confine tra Emilia-Romagna e altre regioni, previa però comunicazione congiunta ai Prefetti competenti da parte dei presidenti delle Regioni, dei presidenti delle Province o dei sindaci dei Comuni tra loro confinanti. Saranno queste stesse comunicazioni a circostanziare tali possibilità”.

Attualmente l’Emilia-Romagna è la regione che ha previsto la maggior apertura in tal senso dato anche il territorio che la contraddistingue e che permetterebbe a gran parte dell’Emilia di spostarsi in Lombardia nelle limitrofe province di Cremona, Lodi, Mantova e Pavia. Dovrà essere previsto un apposito accordo.

Friuli – Venezia Giulia

Friuli Venezia Giulia e Veneto intendono prevedere, dal 18 maggio, la possibilità di fare visita ai congiunti per i residenti nelle aree di confine tra le due Regioni”. Lo scrivono in una lettera, inviata stamane ai Prefetti, i governatori Massimiliano Fedriga e Luca Zaia.

“In considerazione della positiva evoluzione dello stato epidemiologico delle rispettive Regioni e vista l’esigenza manifestata da numerosi cittadini dei rispettivi territori residenti nelle zone di confine fra Friuli Venezia Giulia e Veneto, si comunica – si legge nella lettera – che le rispettive Regioni intendono introdurre la possibilità di visitare i congiunti per i residenti nelle province di confine del Veneto e per i residenti nei territori appartenenti alle ex provincie di confine del Friuli Venezia Giulia”. I governatori confidano infine nel supporto dei Prefetti per divulgare in modo capillare alle forze di Polizia questa decisione. 

Veneto

Previa comunicazione congiunta da parte dei Presidenti delle Regioni o Province Autonome tra loro confinanti ai Prefetti competenti, da pubblicare sul sito dell’Amministrazione regionale e provinciale, è ammesso lo spostamento per visite a congiunti anche al di fuori della Regione del Veneto, nei limiti della provincia o ex provincia confinante, da parte di residenti in province collocate a confine tra Veneto e altre Regioni o Province Autonome. Lo spostamento può essere limitato a singoli comuni individuati nella comunicazione congiunta di cui al precedente periodo.

Lombardia

Al momento non vi sono comunicazioni ufficiali da parte della Regione Lombardia.

Conclusioni

Quella dei congiunti fuori regione è una questione di particolare complessità. Al momento nulla è preciso anche perché il Decreto Legge pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di ieri è rigoroso nel non ammettere spostamenti tra Regioni e Province autonome se non nei casi espressamente indicati e che non comprendono visite ai parenti. A oggi – in concreto – ci sono solo delle richieste da parte dei Governatori nei confronti dei prefetti che si basano sostanzialmente nel chiudere un occhio a tali visite che restano ancora vietate.