Fugatti scinde i fidanzati dai congiunti: Zaia, Fedriga e Bonaccini si adegueranno?

Le dichiarazioni della conferenza stampa tenuta ieri sera dal Presidente del Trentino Maurizio Fugatti potrebbero generare un effetto domino negli spostamenti fuori regione. Il Presidente, annunciando dei chiarimenti riguardo lo spostamento autorizzato nelle province del Veneto confinanti con il Trentino per incontrare i propri congiunti, ha infatti ribadito che tra i congiunti non vi sono i fidanzati.

Mi dispiace, ma i fidanzati non possono andare in Veneto e viceversa” ha affermato Fugatti, specificando dunque come l’accordo tra il Trentino e il Veneto non comprenda i cosiddetti affetti stabili che molte polemiche avevano suscitato quando, all’inizio della fase 2 nazionale, si era paventato di permettere i congiungimenti anche per quella categoria affettiva.

Bisogna vedere ora come si comporteranno gli altri Presidenti di Regione che avevano iniziato ad aprire agli spostamenti tra regioni per i ricongiungimenti affettivi. Un accordo tra il Presidente del Veneto Luca Zaia e il Presidente del Friuli-Venezia Giulia Massimiliano Fedriga permetteva di fatti ai residenti delle province di Venezia, Treviso e Belluno di far visita ai propri congiunti purché residenti nelle ex-province di Pordenone e Udine e viceversa. Nella nota congiunta dei due presidenti leghisti, si faceva esplicito riferimento ai congiunti: seguendo l’interpretazione di Fugatti, dunque, anche i fidanzati veneti e friulani dovranno aspettare ancora qualche settimana per potersi incontrare di nuovo.

Allo stesso modo sembra dover chiarire la propria posizione il Presidente dell’Emilia-Romagna Stefano Bonaccini. Nei giorni scorsi, infatti, il Presidente aveva cercato di stipulare degli accordi prevedendo la possibilità per i residenti dei comuni confinanti con altre regioni di varcare il limite regionale per ricongiungersi coi propri cari. Le trattative però sono rimaste in alto mare, in particolare per quanto riguarda i comuni delle Province di Parma e Piacenza confinanti con la Lombardia, regione che al momento – dato anche il continuo aumento giornaliero dei casi – non intende riaprire le proprie frontiere se non per comprovate esigenze lavorative.