Dl Rilancio. No (con riserva) a proroga dello stato d’emergenza sino al 31 gennaio

Con la firma del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la successiva pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, il Decreto Rilancio, varato all’inizio della scorsa settimana dal Consiglio dei Ministri, è finalmente diventato realtà. Si è conclusa quindi la lunga serie di discussioni che ha portato quello che doveva essere il “Decreto Aprile” ad essere più volte posticipato.

Con la pubblicazione del Decreto si è sciolto definitivamente anche il nodo legato alla possibile proroga, di altri sei mesi, dello stato d’emergenza per l’epidemia di coronavirus, i cui termini rimangono, come previsto inizialmente, sino al prossimo 31 luglio.

Nonostante in queste settimane fosse stata paventata la possibilità che lo stato d’emergenza, come chiesto dalla Protezione Civile, venisse prorogato sino al prossimo 31 gennaio 2021, alla fine il Governo ha optato per utilizzare una linea più soft ed escludere, specificandolo chiaramente, questa possibilità.

L’articolo 14 del Decreto Rilancio infatti, specifica chiaramente come un’eventuale proroga degli stati d’emergenza in scadenza il prossimo 31 luglio, possa avvenire solamente per quelli “che non sono più prorogabili”, ovvero quelli locali come alluvioni, catastrofi naturali e simili. Inoltre, sempre nell’articolo 14, è stato ulteriormente evidenziato come queste possibili proroghe non interesseranno “quello dichiarato con delibera del Consiglio dei ministri 31 gennaio 2020 per il Covid-19”.

In questo modo il Governo, anche a seguito delle polemiche generate dalla diffusione di una delle bozze del Dl Rilancio, ha voluto evitare che venisse prorogato lo stato d’emergenza per il coronavirus con oltre due mesi d’anticipo.

Attenzione però, questo non significa che, qualora se ne presentasse la necessità, il Governo non possa decidere di attuare un nuovo stato d’emergenza per il coronavirus a partire dal 1° di agosto. Se la situazione dovesse peggiorare, tornando ai livelli dei mesi passati, il Governo potrebbe essere costretto a tornare sui suoi passi e dichiarare nuovamente l’emergenza.

Per evitare questa possibilità sarà necessario continuare, quanto possibile, a prestare molta attenzione e non sottovalutare la potenza del coronavirus.