Congiunti fuori regione: a rischio gli spostamenti anche dopo il 3 giugno

Emergenza Corona Virus. La vita ai tempi del Corona Virus. L’amore ai tempi del corona virus. Una coppia di fidanzati con mascherina anti contagio si abbraccia davanti ad un murales . 15 Marzo 2020. Padova ANSA/NICOLA FOSSELLA

Brutte notizie per i congiunti fuori regione. Nonostante il progressivo ottimismo generato negli ultimi giorni per una possibile riapertura dei confini regionali il 3 giugno, le dichiarazioni di importanti personaggi politici italiani ed esteri fanno dubitare di questo ottimismo.

In particolar modo, è stato molto critico Sebastian Kurz, il cancelliere austriaco. “Sarebbe irresponsabile riaprire il confine con l’Italia alla luce dei dati epidemiologici italiani” ha dichiarato il premier al quotidiano Tiroler Tageszeitung. “Un’eventuale riapertura entro l’estate dipenderà esclusivamente dall’andamento dell’epidemia in Italia. I provvedimenti tempestivi e duri e l’elevata disciplina del popolo austriaco hanno portato frutti“.

Una dichiarazione che mette a rischio non solo il comparto turistico, già abbastanza in ginocchio, ma anche tutti gli spostamenti individuali. L’esempio austriaco, infatti, potrebbe portare il Ministro per gli Affari regionali Francesco Boccia a rivedere le riaperture tra regioni. Già nella giornata di ieri, infatti, Boccia aveva fatto trasparire meno ottimismo.

Abbiamo vinto una battaglia col virus e abbiamo rimesso il Paese in sicurezza, ma la guerra non è ancora finita. L’indice della contagiosità è diminuito sensibilmente, ma non dobbiamo ridurre l’attenzione né allentare la tensione perché il Covid-19 è sempre tra noi. Ripartiamo da questo patrimonio di sicurezza nella Fase 2, con un monitoraggio quotidiano sull’andamento dell’epidemia regione per regione, che sta funzionando molto bene” ha affermato il Ministro alla Commissione bicamerale sul federalismo fiscale.

L’ipotesi delle riaperture interregionali è già ufficializzata dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Tuttavia, se qualche regione avrà dei problemi dovrà chiudere. Niente spostamenti se una regione è ad alto rischio” ha concluso il Ministro. Il riferimento alla Lombardia è chiaro, visto che anche nella giornata di ieri ci sono stati altri 294 positivi nella regione, circa il 44% del totale dei nuovi casi italiani. Situazione diametralmente opposta a quella di Alto Adige, Umbria, Valle d’Aosta, Molise e Basilicata, che ieri non hanno registrato nuovi casi.

Critico nei confronti di Sebastian Kurz è stato il Presidente del Trentino Maurizio Fugatti: “Irresponsabile riaprire le frontiere o irresponsabile chiuderle? Bella domanda. Se la prudenza è d’obbligo, altrettanto doveroso è chiedersi se davvero i due governi stanno mettendo in atto il massimo degli sforzi diplomatici e organizzativi” ha dichiarato in un post su Facebook.

Mi rivolgo in particolare al nostro governo, perché non occorre risiedere in Trentino-Alto Adige per rendersi conto che dal valico del Brennero dipende un ecosistema anche economico su cui poggia l’intero Paese” prosegue il Presidente. “Le Regioni stanno affrontando responsabilmente l’emergenza Coronavirus, applicando scelte anche in anticipo e correndo rischi calcolati, per quanto possibile“.

Lo Stato ci aiuti esercitando le prerogative che gli appartengono per restituire all’Italia il ruolo importante che le spetta negli scenari di questa Fase 2 che richiede un gioco di squadra concreto più che mai” ha concluso il Presidente. Le sue perplessità e osservazioni sono condivise anche da molti abitanti delle aree limitrofe. In particolare, la situazione critica è quella del Lago di Garda: un’area di di circa 500 km2, che interessa 24 comuni e circa 160.000 abitanti, divisi in tre Regioni e tre province diverse.

Sembra dunque ancora lunga la strada che porterà al ricongiungimento dei congiunti fuori regione, sostanzialmente separati dal 9 marzo, data dell’iniziale lockdown. A distanza di circa tre mesi, il perdurare della pandemia non assicura infatti un rapido ricongiungimento.