Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina dall’Austria

Carabinieri arrestano un “corriere” con quattro clandestini a bordo.

I militari della Stazione Carabinieri di Vipiteno hanno arrestato un italiano di origine magrebina per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

I militari dell’Arma stavano svolgendo un servizio di posto di controllo nei pressi del valico del Brennero con direzione di marcia in ingresso Italia. A un certo punto hanno notato sopraggiungere un’auto con targa austriaca piena di passeggeri e hanno deciso di fermarla. È vero che è opinione comune che il flusso di clandestini vada da sud verso nord, ma non si sa mai e un controllo in più non guasta mai.

E la pensata è stata giusta. Il conducente, un autotrasportatore naturalizzato italiano (nato tunisino) residente a Reggio Calabria, già noto alle forze dell’ordine, non ha saputo fornire giustificazione al fatto che i quattro passeggeri fossero tutti senza documenti d’identità né permessi di soggiorno.

Accompagnati tutti e cinque in caserma, sono stati sottoposti a rilievi foto-dattiloscopici. Il reggino è stato arrestato per il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina e associato al carcere di Bolzano. I quattro trasportati, tutti cittadini marocchini, sono stati denunciati a piede libero per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato. I carabinieri poi hanno cercato di riconsegnarli alle autorità austriache poiché da lì provenivano, ottenendo però un netto rifiuto in quanto l’ingresso in area Schengen era avvenuto in altro Paese e l’onere di trasportarli al Paese di primo ingresso deve incombere in chi li rintraccia. I quattro sono quindi stati mandati alla Questura di Bolzano, competente in materia d’immigrazione.

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Serata movimentata in Val Venosta. I Carabinieri setacciano la valle dall’alto in basso alla ricerca di droga e spacciatori. Nell’ambito dei servizi di controllo del territorio per la prevenzione e repressione dei reati in genere e in particolare in materia di stupefacenti, i Carabinieri della Compagnia di Silandro hanno arrestato due persone in flagranza di reato a poche decine di minuti di distanza.

La prima operazione è stata condotta nel tardo pomeriggio dai militari della Stazione Carabinieri di Malles Venosta (BZ), in collaborazione con quelli di Sluderno (BZ) e Resia all’Adige (BZ). Gli operanti hanno monitorato gli spostamenti di un soggetto già sospettato di spacciare droga che si muoveva in treno e che a Spondigna si è incontrato con una giovane ragazza. Quest’ultima è stata poi fermata, perquisita e trovata in possesso di alcuni grammi di marijuana appena acquistati dall’uomo per cinquanta euro. Lo spacciatore, un ventunenne cittadino del Bangladesh già noto per reati contro il patrimonio, richiedente asilo ospite presso il centro di accoglienza di Malles Venosta, è stato quindi bloccato e trovato in possesso dei cinquanta euro ricevuti dalla ragazza e di ulteriori dodici grammi di stupefacente, inoltre nella sua stanza è stata rinvenuta e sequestrata anche una bicicletta provento di furto. Pertanto l’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e accompagnato in caserma per i rilevi foto-dattiloscopici. Quindi, informato il pubblico ministero, è stato posto agli arresti domiciliari presso la medesima struttura a disposizione dell’autorità giudiziaria.

La ragazza è stata segnalata all’Autorità di Governo per la sanzione prevista per gli assuntori di stupefacenti.

Il secondo arresto è avvenuto un’ora dopo circa a Plaus (BZ), dove i militari del nucleo operativo della Compagnia Carabinieri di Silandro hanno bloccato e controllato un diciannovenne di Merano sorpreso mentre si introduceva furtivamente nelle pertinenze di un’abitazione. I militari credevano di aver sventato un furto in abitazione, reato che in questi giorni preoccupa molto i militari dell’Arma in quanto la fase di “coprifuoco” COVID aveva tenuto tutti in casa e fatto crollare a picco i furti in abitazione, mentre ora che tutti escono i ladri professionali sicuramente vorranno recuperare il tempo perso nei due mesi di ferie forzate. Nel campo dei reati contro il patrimonio infatti lo smartworking è difficilmente applicabile…

I militari operanti si sono stupiti nel constatare che in realtà il giovane non stava cercando di rubare ma di occultare un involucro di nylon contente più di mezzo chilogrammo di marijuana, la cui detenzione illegale gli è costata  l’arresto in flagranza di reato. Il diciannovenne, peraltro incensurato, non era noto per frequentare il giro dello spaccio ma evidentemente aveva intravisto un margine di facile guadagno, non facendo però i conti con la Legge, e con i Carabinieri. Dopo essere stato foto-segnalato, è stato accompagnato al carcere di Bolzano a disposizione dell’autorità giudiziaria.