Coronavirus: 12 positivi e 1 decesso in Trentino. Al via da lunedì 25 l’indagine di sieroprevalenza in Italia

Lauro Tisi, nella cappella dell’ospedale Santa Chiara di Trento, ha officiato, assieme al cappellano padre Davide Negrini, la messa di ringraziamento a tutto il personale medico-sanitario e ausiliario

Sono 12 i nuovi casi positivi da Covid 19 in Trentino secondo l’ultima rilevazione dell’Azienda sanitaria. Tra di loro nessun minorenne. Sale di 1 invece il numero delle persone decedute per un totale di 461. Dei nuovi casi, 9 risultano individuati perchè con sintomi manifestatisi negli ultimi 5 giorni (5 di questi provengono da Rsa), mentre altri 3 sono stati individuati attraverso screening. Il totale dei positivi ad oggi assomma a 5.399. Tendenzialmente stabile il numero dei pazienti in terapia intensiva: 2 sono ricoverati a Trento ed altri 2 a Rovereto. Infine i tamponi: ne sono stati analizzati quasi 1700 (precisamente 1.694 di cui 886 a cura di APSS, 671 dal Cibio e 137 da FEM).

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UN DISPIEGAMENTO GRANDE PER I TAMPONI – “Neanche il presidente dell’Ordine dei medici del Trentino Marco Ioppi, aveva previsto ai primi di marzo quale sarebbe stato l’impatto della pandemia da Covid 19, tanto è vero che aveva rilasciato in più interviste televisive dichiarazioni assolutamente rassicuranti dove non menzionava il tema dei tamponi. La situazione poi si è evoluta in brevissimo tempo, ma ancora nella sua lettera dell’8 marzo alla Giunta provinciale, in cui pure poneva il problema della tutela del personale sanitario, il dottor Ioppi non parlava ne’ menzionava il tema dei tamponi bensì di dispositivi di protezione individuali e pre-triage. Solo con una successiva lettera del 18 marzoavanzava la richiesta di effettuare i tamponi a tutto il personale e quindi ben oltre ogni sua valutazione preventiva della gravità della situazione”: questa la precisazione dell’assessore alla salute e politiche sociali Stefania Segnana, in merito ad alcune dichiarazioni del presidente dell’Ordine dei medici del Trentino riportate anche oggi su un quotidiano locale. “Dalla Provincia è stato comunque messo in campo uno sforzo straordinario in tutti questi ambiti. Ad esempio, le tendostrutture o pre-triage, per filtrare pazienti e visitatori in ingresso nelle strutture ospedaliere, auspicata da Ioppi, sono state infatti realizzate, e sono a tutt’oggi operative. Riguardo ai tamponi, non abbiamo mai nascosto le difficoltà che stavamo affrontando, non certo solo noi ma tutto il Paese, soprattutto per reperire i reagenti necessari. Ciononostante il Trentino, con l’Apss ma anche con le sue eccellenze scientifiche, in particolare Cibio e Fem, è diventato uno dei territori in Italia nei quali si fanno maggiori tamponi, come ricordato in questi giorni anche da alcuni quotidiani nazionali assolutamente ‘super partes’. Siamo arrivati a fare una media di 2000 tamponi al giorno. Tre volte più dell’Emilia Romagna in rapporto alla popolazione, sottolinea oggi ad esempio il Corriere della Sera. Ciò dimostra che nessuno ha sottovalutato il problema, che il Trentino ha saputo fare rete e cooperare generosamente, anche superando difficoltà oggettive che, lo ripeto, vanno al di là della volontà dei singoli e delle singole amministrazioni.
Ringraziamo comunque il dottor Ioppi per la collaborazione fattiva avuta in questa fase straordinaria, consapevoli che la prossima volta anch’egli si saprà impegnare nel rendere consigli alle autorità competenti ben prima della esplosione della gravità del contesto.”

L’arcivescovo Tisi al personale degli ospedali e delle strutture sanitarie: “Siete più che eroi, il vostro agire è stata la nostra Pasqua”.

“Non eroi, molto più che eroi. L’eroe fa una cosa straordinaria una tantum. In questi mesi abbiamo visto che nelle nostre strutture sanitarie esiste uno straordinario patrimonio di persone che considerano invece normale mettersi generosamente a disposizione degli altri. Vorrei che tutti si rendessero conto dell’importanza di questo patrimonio, e non lo dimenticassero quando l’emergenza sarà finita”. Queste le toccanti parole pronunciate oggi pomeriggio dall’Arcivescovo di Trento mons. Lauro Tisi, nella cappella dell’ospedale Santa Chiara di Trento, dove ha officiato, assieme al cappellano padre Davide Negrini, la messa di ringraziamento a tutto il personale medico-sanitario e ausiliario che si è prodigato, a volte anche al prezzo della sua stessa vita, per combattere gli effetti della pandemia di Coronavirus e assistere i malati. Alla celebrazione – tenutasi il primo giorno in cui in tutto il Trentino si è potuto tornare a celebrare la messa pubblicamente – erano presenti anche il presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, l’assessore alla salute e politiche sociali Stefania Segnana, il dirigente del Dipartimento salute e politiche sociali Giancarlo Ruscitti.

COVID NEL MONDO AL 24 MAGGIO 2020

Il numero totale delle persone infette ad oggi è di 5.344.539, di cui Casi positivi 2.862.603 +34.149, Casi guariti 2.139.241 +57.938, Casi letali 342.695 +3.669.

AL VIA I TEST DI SIEROPREVALENZA – COME FIGURA LA STATISTICA ITALIANA

Trend generale dei nuovi positivi in discesa. È quanto si rileva dai dati del monitoraggio sanitario sulla diffusione del nuovo coronavirus del 24 maggio.

L’incremento dei nuovi positivi è pari a 531 casi.

Complessivamente i casi dall’inizio dell’emergenza sono 229.858, così divisi:

140.479 guariti
56.594 attualmente positivi
32.785 deceduti

Tra gli attualmente positivi:

47.428 sono in isolamento domiciliare
8.613 ricoverati con sintomi
553 in terapia intensiva.

Ministero della Salute e Istat, con la collaborazione della Croce Rossa Italiana, a partire da lunedì 25 maggio, avvieranno un’indagine di sieroprevalenza dell’infezione da virus SARS-CoV-2 per capire quante persone nel nostro Paese abbiano sviluppato gli anticorpi al nuovo coronavirus, anche in assenza di sintomi.

Il test verrà eseguito su un campione di 150mila persone residenti in 2mila Comuni, distribuite per sesso, attività e sei classi di età. Gli esiti dell’indagine, diffusi in forma anonima e aggregata, potranno essere utilizzati anche per altri studi scientifici e per l’analisi comparata con altri Paesi europei. Per ottenere risultati affidabili e utili è fondamentale che le persone selezionate per il campione aderiscano. Partecipare non è obbligatorio, ma conoscere la situazione epidemiologica nel nostro Paese serve a ognuno di noi.

Le persone selezionate saranno contattate al telefono dai centri regionali della Croce Rossa Italiana per fissare, in uno dei laboratori selezionati, un appuntamento per il prelievo del sangue. Il prelievo potrà essere eseguito anche a domicilio se il soggetto è fragile o vulnerabile. Al momento del contatto verrà anche chiesto di rispondere a uno specifico questionario predisposto da Istat, in accordo con il Comitato tecnico scientifico.

La Regione comunicherà l’esito dell’esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità. La riservatezza dei partecipanti sarà mantenuta per tutta la durata dell’indagine.

A tutti i soggetti che partecipano, sarà assegnato un numero d’identificazione anonimo per l’acquisizione dell’esito del test. Il legame di questo numero d’identificazione con i singoli individui sarà gestito dal gruppo di lavoro dell’indagine e sarà divulgato solo agli enti autorizzati.

Su tutte le reti Rai, sarà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei Farmacisti Italiani (FOFI).