Dall’ADUC la nuova proposta per evitare gli assembramenti: “Negozi aperti h24”

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“Una delle preoccupazioni di questa “fase 2” della pandemia è quella degli assembramenti. Alla tolleranza manifestata da parte del ministero degli Interni per non scatenare un multificio come è accaduto nella “fase 1”, corrisponde preoccupazione diffusa, soprattutto da parte degli amministratori regionali e locali che, direttamente, sono a contato con le problematiche che nascono sul territorio per comportamenti a rischio”.

Con queste parole Vincenzo Donvito, presidente dell‘Associazione per i Diritti degli Utenti e Consumatori (ADUC) ha iniziato il suo intervento con il quale ha provato a dare una soluzione agli (inevitabili?) assembramenti che la riapertura di esercizi commerciali, bar e ristoranti potrebbe portare.

Donvito ha inizialmente speso qualche parola in merito alle 60.000 guardie civiche che il governo si appresta ad assumere, in tutta Italia,per controllare e redarguire quelli che vengono ritenuti inosservanti delle regole di comportamento individuale, affermando: “Speriamo che queste guardie non si trasformino, vigilando sui costumi della società, in (stile iraniano e non solo) una sorta di polizia per la proibizione del vizio e la promozione della virtù. Non basta la “guardia civica” che dice di non fare qualcosa e che di fronte alla reiterazione del comportamento irrispettoso e illecito chiama la guardia vera che fa la multa”.

Per il presidente dell’ADUC per evitare questo tipo di problematichesarebbe fondamentale pensare a provvedimenti che responsabilizzino la collettività. Un meccanismo adeguato sarebbe l’apertura h24 degli esercizi commerciali“Spetta agli amministratori comunali decidere per il proprio territorio. Non gli amministratori regionali, che le loro norme non è detto che vadano bene per tutta la regione. Gli amministratori comunali conoscono bene abitudini e luoghi e possono meglio capire se, per esempio, la chiusura di un locale alle 23 possa costituire o meno concentramento e assembramento perché troppo limitato. Il costo amministrativo locale è molto limitato, solo l’estensione degli abituali servizi di ordine pubblico. Meccanismo che abbiamo perorato (inascoltati) fosse già applicato nella “fase 1” per i negozi di prima necessità che all’epoca erano gli unici autorizzati ad essere aperti e che, vigenti gli orari limitati, ci hanno visti tutti a fare code interminabili per accedervi, con assembramenti anche notevoli. Ora che la “prima necessità” non esiste più, ma vige l’ingresso scaglionato e distanziato, un orario di apertura dilatato può essere ancora più utile. I negozi aperti sono di più, le persone in circolazione sono di più, facciamo sì che ognuno possa scegliere quando andare in un negozio, magari optando per orari “più anomali” proprio perché non ci sono code o assembramenti”.

Concludendo il suo intervento Vincenzo Donvito ha specificato che per far sì che ciò accada sarà fondamentale avere amministratori comunali responsabili che possano evitare i pregiudizi di tipo ideologico, quali la religione e gli orari di lavoro. Così da poter beneficiare tutti dell’utilità di un’apertura h24 degli esercizi commerciali.