Trento. ‘Si Può Fare’ contro l’immobilismo dell’amministrazione comunale: “interventi più rapidi e controlli sui prezzi”

Stamane il candidato sindaco di “SI PUO’ FARE”, Silvia Zanetti, ha affidato ad una nota, firmata anche da Mauro Dorigoni, il proprio pensiero in merito alle difficoltà che la popolazione trentina ( e italiana) sta affrontando in questo difficile momento di ripresa dalla crisi economico-sanitaria causata dal coronavirus.

I due esponenti de “SI PUO’ FARE” hanno evidenziato come le difficoltà causate dal coronavirus abbiano gravemente danneggiato sia economicamente che socialmente la popolazione affermando: “L’uscita difficoltosa dall’emergenza sanitaria (fase 2) non accompagnata da vigorosi e tempestivi interventi di natura economico-finanziaria sta facendo emergere un tessuto socio-economico pesantemente compromesso con famiglie e imprese messe alle strette da una  grave recessione in atto, dalla carenza di liquidità – che purtroppo ancora permane nonostante la “potenza di fuoco” messa in campo dal governo giallo-rosso – e dal preoccupante tasso di crescita della disoccupazione. Per non parlare del perdurante distanziamento sociale che dovrà essere mantenuto per tenere a freno il contagio, ma che purtroppo ci porterà ad una crescente chiusura relazionale fra le persone”. 

Per Zanetti e Dorigoni il coronavirus avrebbe anche contribuito a ridurre il valore dell’economia in due modi: aprendo la pista dei grandi capitali stranieri all’interno delle nostre industrie strategiche e facendo aumentare i prezzi al consumo. Tali evidenze sarebbero indicatrici della necessità che il Governo centrale, quelli regionali, supportino il sistema economico con tutti gli strumenti possibili.

“Le nostre filiere strategiche, le nostre imprese, i nostri mercati, interni ed esteri, devono essere sostenuti e resi competitivi non in una logica assistenziale, ma con una visione strategica che metta in moto le nostre migliori intelligenze imprenditoriali e le nostre infrastrutture produttive. Solo così sarà possibile impedire alle elites finanziarie e alle grandi multinazionali – per non parlare delle infiltrazioni malavitose – di avere facile gioco nel nostro Paese. In questo contesto molte imprese si sono arricchite (le multinazionali legate al commercio elettronico in primis come volevasi dimostrare), altre si sono irrimediabilmente impoverite chiudendo i battenti, altre per sopravvivere sono costrette ad aumentare i prezzi di vendita, altre ancora stanno cercando di approfittare della situazione speculando sullo stato di bisogno delle famiglie. Sono gli sciacalli del Coronavirus che vanno combattuti senza quartiere e senza indugio alcuno perché, ferma restando la natura penale del reato, questi individui riescono comunque a vedere nel Covid-19 uno strumento per delinquere e lucrare senza scrupoli” ha poi aggiunto il duo de “SI PUO’ FARE”.

Tra gli sciacalli per Silvia Zanetti e Mauro Dorigoni i peggiori sono coloro che aumentando il prezzo di prodotti come gel, mascherine, guanti, e prodotti ortofrutticoli, lucrano sulle necessità di una popolazione già in difficoltà. E’ proprio su questa categoria, che purtroppo opera legalmente, cui vanno effettuati gli interventi più rapidi con controlli dedicati per calmierare i prezzi dei prodotti.

A livello locale, dove l’Amministrazione comunale è rimasta immobile, “SI PUO’ FARE” ha individuato nei controlli con la polizia locale per verificare i prezzi dei prodotti e in una maggiore attenzione alla filiera agroalimentare, le principali misure da attivare con tempestività.

“Per questo noi di “Si Può Fare” condanniamo l’immobilismo dell’attuale Amministrazione comunale e ribadiamo la necessità di attivarsi per farci promotori di un patto fra i produttori di tutte le filiere produttive (quella agroalimentare in primis) e referenti della distribuzione al dettaglio per definire un piano settimanale di listini ottimizzati e modalità di pagamento più agevoli riducendo de facto il rischio di speculazioni. Su questo poi andremo ad attivare un costante monitoraggio denunciando le oscillazioni improprie agli organi di competenza” hanno poi concluso Silvia Zanetti e Mauro Dorigoni