Open Arms: la Giunta per l’immunità del Senato boccia l’autorizzazione a procedere contro Salvini

Matteo Salvini potrebbe non andare a processo sul caso Open Arms. La Giunta per le elezioni e l’immunità del Senato ha infatti negato l’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex Ministro dell’Interno. Per il tribunale dei ministri di Palermo, il Segretario federale della Lega si sarebbe macchiato di sequestro di persona e di rifiuto di atti d’ufficio per la vicenda relativa ai 150 migranti, bloccati sulla nave della Ong spagnola a largo di Lampedusa nell’agosto 2019.

La Giunta, composta da 23 senatori, si è espressa contro l’autorizzazione a procedere con 13 voti contro i 7 favorevoli al processo. Contrari alla relazione – e dunque favorevoli al processo – sono stati il PD con un voto, il M5S con quattro voti, Liberi e Uguali con un voto e il voto dell’indipendente Gregorio De Falco (ex-M5S).

A “salvare” Salvini sono stati i senatori della Lega (5 voti), Forza Italia (4 voti), Fratelli d’Italia (1 voto) e i voti “dissidenti” di Meinhard Durnwalder del Südtiroler Volkspartei, della senatrice grillina Alessandra Riccardi e di Mario Giarrusso, ex-pentastellato e oggi indipendente. Si sono infine astenuti i 3 senatori di Italia Viva.

L’astensione dei renziani ha, secondo diversi analisti, ribaltato la situazione: un loro voto a favore del provvedimento avrebbe di fatti resto ago della bilancia il senatore altoatesino e i due ex-grillini, visto che i gruppi politici si sarebbero trovati in una condizione di parità con 10 voti ciascuno. Il voto dovrà comunque passare dall’aula del Senato, dove i senatori – sulla base della relazione della Giunta contraria al processo – dovranno stabilire se far processare Salvini.

Italia Viva ha deciso di non partecipare al volo, ci vogliamo rimettere al giudizio dell’Aula” avrebbe dichiarato il senatore renziano Francesco Bonifazi secondo quanto riporta La Stampa. “Non c’è stato il tempo di fare un’istruttoria seria, come avevamo chiesto in questo caso così come nella vicenda della Gregoretti. Dal complesso della documentazione prodotta, abbiamo deciso di non partecipare al voto perché non sembra emergere l’esclusiva riferibilità all’ex Ministro dell’Interno dei fatti contestati“.

Il voto in Aula, alla luce di questa mossa dei renziani, potrebbe dunque avere ripercussioni importanti anche a livello politico nazionale: se l’autorizzazione a procedere per il caso Gregoretti era passata anche grazie al voto positivo del gruppo Lega su ordine dello stesso Salvini, questa volta potrebbe rischiare un affossamento in Aula qualora Italia Viva dovesse continuare a non supportare questa decisione. Generando, inevitabilmente, una (ennesima) crisi di maggioranza.

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