Gli assistenti civici: la nuova arma polemica della sinistra trentina

Assistenti civici e se non vengono forniti attaccare l’assessore: questo probabilmente il piano della sinistra in Trentino che – a seguito della proposta del Ministro Boccia di istituire la figura degli Assistenti civici – vogliono usare i volontari della protezione civile. Così il tutto diventa occasione per denigrare e attaccare, bersagliando chi cerca di occuparsi di istruzione in un momento ancora fortemente condizionato da un virus come il Covid-19.

In particolare i detrattori dell’esponente di Lega Salvini Trentino hanno criticato il fatto di aver prima elogiato il lavoro dei giovani impegnati nel servizio civile per poi togliere loro la possibilità di lavorare per un anno all’interno dei servizi socio-culturali trentini. A Bisesti, e più in generale alla Giunta provinciale, è stato contestato il fatto di aver tolto ai giovani trentini la possibilità di lavorare (e guadagnare) per il servizio civile provinciale, lavoro che avrebbe potuto contribuire ad aiutare i giovani e le loro famiglie in questa crisi generata dal coronavirus e avrebbe potuto creare future prospettive lavorative per gli stessi.

Questa, unita ad alcune sterili critiche sulla competenza e professionalità dell’Assessore alla Cultura, hanno fatto sì che venisse delineato un quadro in cui Mirko Bisesti è stato presentato come incoerente e insensibile alle necessità dei giovani ( e delle famiglie) trentine sopratutto in un momento difficile come quello che sta attraversando ora il Trentino.

Senza voler entrare troppo nel merito delle polemiche che, come troppo spesso accade, sembrano essere una sterile motivazione per attaccare aprioristicamente l’Assessore all’Istruzione e la Giunta provinciale per ogni cosa facciano, è bene precisare però che queste critiche sembrano avere l’unico scopo di legittimare la figura, tanto acclamata dal centrosinistra e dal Governo Conte, degli assistenti civici.

Considerato il fatto che il bacino d’utenza degli aderenti al servizio civile sarebbe stato il terreno perfetto per reclutare i futuri assistenti civici, sembra proprio che nelle intenzioni di una certa parte della politica trentina vi sia la volontà di legittimare, a tutti i costi, la presenza di questi “controllori” sul territorio trentino.

Ne consegue che attaccare Mirko Bisesti e la Giunta sulla base di tagli effettuati per cercare di avere i fondi per garantire il maggior sostegno economico possibile alla popolazione e poi sposare in pieno la creazione di nuove figure, che ad oggi, sembrano rappresentare solamente un costo accessorio, è una dimostrazione di forte incoerenza.

Sebbene intorno alla figura degli assistenti civici tutto sia ancora molto nebuloso, dato che ancora non è stato specificato con precisione né quali saranno i loro compiti, né chi dovrà decidere quante unità destinare ad ogni singolo comune, l’unica cosa che sembra certa è l’impatto economico che avranno, con il costo dell’operazione stimato in 4.789.872,00 euro.

Una spesa che, pur generando nuovi posti di lavoro, sembra essere inutile con il costo che invece di essere sperperato sarebbe potuto essere utilizzato per aiutare veramente la popolazione in difficoltà.

C.A.R.