Mobilitazione medici: Testor sostegno ai giovani medici, più borse per specializzazione

L’emergenza Coronavirus ha messo a dura prova il nostro Servizio Sanitario Nazionale che, sebbene a fatica e grazie all’impegno e alla professionalità di tutti gli operatori sanitari è riuscito ad affrontare e per quanto possibile a contenere la pandemia.

Sicuramente l’emergenza COVID-19 ha evidenziato ancora di più i danni causati dalla scellerata politica dei tagli alla spesa sanitariaperpetrata negli anni. Non è più tempo di tagli, bisogna reinvestire sul SSN a cominciare dalle risorse umane, medici, infermieri, personale sanitario.

Da tempo e in diverse occasioni in Senato ho evidenziato la gravissima carenza di medici, infermieri e medici di famiglia, che il Servizio sanitario nazionale si trova ad affrontare, con pesanti ricadute sulle prestazioni e sulla tutela della salute dei cittadini. La mancanza di medici specialisti all’interno del SSN e l’accelerazione del loro pensionamento sono realtà che stanno rapidamente assumendo i contorni di una vera emergenza nazionale, cui vanno posti correttivi rapidi ed adeguati per evitare il collasso del sistema stesso. Da anni ormai, si registra uno scostamento negativo tra il numero annuale di laureati in Medicina e chirurgia e il numero annuale di contratti di formazione specialistica. E’ necessario formare, attraverso borse di studio e incentivi sulla formazione specialistica, un numero congruo di medici che possa garantire la capillarità dei servizi sanitari sul territorio nazionale. Presenterò le mie proposte anche al decreto rilancio per incrementare ulteriormente il numero di borse di studio e per un bonus per gli operatori sanitari.

In questo periodo abbiamo compreso concretamente quanto sia vitale poter disporre di un SSNadeguato, capace di rispondere anche ad emergenze epidemiologiche come questa che stiamo vivendo che si diffondono improvvisamente e rapidamente, mettendo a rischio la salute e la vita dei cittadini.

Sicuramente l’emergenza COVID-19 ha evidenziato ancora di più i danni causati dalla scellerata politica dei tagli alla spesa sanitaria perpetrata negli anni. Questo non è più tempo di tagli, questo è il tempo di reinvestire sul SSN a cominciare dalle risorse umane, medici, infermieri, personale sanitario e operatori del volontariato che hanno rischiato e purtroppo anche perso la loro vita per salvare la nostra.

Anche per questo in Senato ho firmato volentieri il disegno di legge, approvato proprio ieri, per istituire la Giornata del personale sanitario medico ed infermieristico, per non dimenticare l’impegno, la professionalità, la dedizione e il sacrificio dei CAMICI Bianchi impegnati in prima linea per l’emergenza Covid.

Da tempo e in diverse occasioni in #Senato ho evidenziato la gravissima #carenza di medici, infermieri e medici di famiglia, che il Servizio sanitario nazionale si trova ad affrontare, con pesanti ricadute sulle prestazioni e sulla tutela della salute dei cittadini. La mancanza di medici specialisti all’interno del SSN e l’accelerazione del loro pensionamento sono realtà che stanno rapidamente assumendo i contorni di una vera emergenza nazionale, cui vanno posti correttivi rapidi ed adeguati per evitare il collasso del sistema stesso. Da anni ormai, si registra uno scostamento negativo tra il numero annuale di laureati in Medicina e chirurgia e il numero annuale di contratti di #formazione specialistica finanziati con risorse statali, di conseguenza migliaia di giovani medici ogni anno non riescono ad accedere alla formazione post lauream con conseguente carenza di specialisti. 

Attraverso una mozione parlamentare e con vari emendamenti ai diversi decreti, passando per l’ultima legge di bilancio ho chiesto al Governo di assumere iniziative volte a dare l’opportunità ai laureati in Medicina e chirurgia di accedere al servizio sanitario pubblico, seguendo un percorso formativo finalizzato all’acquisizione della specialità presso le aziende sanitarie stesse;di revisionare l’intero sistema formativo, incrementando le procedure concorsuali per i medici dipendenti e incrementando i contratti di formazione specialistica di quanto necessario per coprire il fabbisogno derivante dal pensionamento nel prossimo decennio degli specialisti operanti nel Servizio sanitario nazionale; di raddoppiare il numero di borse di studio per il corso di formazione in medicina generale e riaprire i bandi regionali per l’accesso allo stesso corso per i laureati non ancora abilitati; di promuovere un coordinamento con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca e le altre parti interessate per una scelta oculata delle date dei concorsi e reclutare tutte le competenze professionali disponibili nel SSN per incrementare l’offerta formativa e integrare il binomio formazione-università.

Presenterò le mie proposte anche al decreto rilancio per incrementare ulteriormente il numero di borse di studio e per un #bonus per gli operatori sanitari.

E’ necessario formare, attraverso borse di studio e incentivi sulla formazione specialistica, un numero congruo di medici che possa garantire la capillarità dei servizi sanitari sul territorio nazionale. Disincentivando le politiche, intraprese in passato, di accentramento dei servizi fondamentali esclusivamente nei grandi centri urbani. Questa esperienza ci deve indurre a rafforzare ancora di più la prevenzione territoriale in modo capillare.

In questo momento di pandemia si riscoprono i luoghi montani, i piccoli borghi, piccole realtà che sono gli unici presidi che restano per lo sviluppo e la coesione territoriale, ed è fondamentale attenuare il gap sulla mancanza di servizi, non solo sanitari, esistente tra i grandi centri urbani e i piccoli comuni. I cittadini e le famiglie che vivono in questi luoghi hanno le stesse esigenze di chi vive in città, sarebbe una risposta importante per contrastare lo spopolamento e l’abbandono dei territori e dei comuni montani.

Abbiamo affrontare a testa alta questa crisi, pagando un prezzo altissimo in vite umane, sicuramente, con le giuste precauzioni e nel rispetto dei protocolli sanitari ne stiamo usciremo convinti più che mai di dover difendere, migliorare e tutelare il nostro patrimonio umano, naturale, culturale, artistico, economico e scientifico di tutto il sistema Paese. Lo dichiara in una nota la senatrice Elena Testor.