Contratto della sanità, raggiunto l’accordo

Coronavirus: zero decessi, 4 nuovi positivi, Oms Europa: "Controllo contagi o niente ripresa economica"

Questa sera le sigle sindacali e l’Apran hanno raggiunto l’accordo per la chiusura delle code contrattuali del Contratto provinciale della sanità 2016 – 2018. L’accordo movimenta complessivamente, per gli anni dal 2018 al 2020, risorse per 20 milioni di euro e per 7 milioni di euro all’anno a regime, dal 2021 in poi. La firma ufficiale è prevista per i prossimi giorni.

Il contratto interesserà oltre 6500 dipendenti dell’Apss (esclusa la componente dirigenziale medico-sanitaria). All’incontro era presente l’assessore provinciale alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia Stefania Segnana che ha espresso la sua soddisfazione.

“Con questa intesa – sottolinea l’assessore Segnana – veniamo incontro alle aspettative di un comparto che attendeva da anni delle risposte. Sono molto soddisfatta di questo risultato che premia il lavoro impegnativo di tanti soggetti come i sindacati, l’Apran e le strutture tecniche provinciali coinvolte. Il mio grazie va anche alla Giunta provinciale per le risorse che sono state messe a disposizione di questo rinnovo, anche in un momento non facile per le finanze pubbliche. Questo accordo arriva in coda ad un evento di portata mondiale come l’epidemia da Covid – 19, che ha messo a dura prova anche la sanità trentina; settore che ha dimostrato ancora una volta di essere all’altezza delle sfide più impegnative e di essere un punto di riferimento per la nostra comunità. In questa occasione voglio ringraziare tutti i professionisti della nostra sanità e ribadire la considerazione e la stima che riserviamo loro”.

SVILUPPI POSITIVI IN TERMINI DI EPIDEMIA IN TRENTINO – I dati aggiornati alle 9 di stamani forniti dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari indicano fortunatamente una situazione più positiva rispetto all’ultimo bollettino, con zero decessi e quattro nuovi contagi di cui uno proviene da una Rsa e due sono minorenni. Tre sono invece i pazienti in terapia intensiva (tutti a Rovereto) su un totale di 20 pazienti tutt’ora ricoverati nei vari ospedali trentini, mentre i soggetti guariti sono 4344 (di cui 43 guariti clinicamente). Nella giornata di ieri sono stati analizzati inoltre 1132 tamponi (769 da Apss e 363 da Fem).

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Le videoconferenze si terranno in line, domani intervengono il Sindaco di Trento Alessandro Andreatta, il Direttore Scientifico Tito Boeri, Innocenzo Cipolletta, Paolo Collini, Gregorio De Felice, Maurizio Fugatti, Giuseppe Laterza editori. Coordina Eva Giovannini.

MUSEI E CASTELLI A UN EURO TUTTO GIUGNO

Dal 2 giugno i musei e i castelli del Trentino aprono nuovamente le proprie porte al pubblico. E lo fanno con una formula del tutto inedita: per quattro settimane infatti, il biglietto d’ingresso avrà un costo simbolico di appena 1 euro.

RIAPRE IL MUSEO DIOCESANO IL 2 GIUGNO PROROGANDO LA MOSTRA SOSPESA A CAUSA DELL’EPIDEMIA

Dopo oltre due mesi di chiusura, martedì 2 giugno riaprirà al pubblico il Museo Diocesano Tridentino con la sua collezione permanente e la mostra L’invenzione del colpevole. Il ‘caso’ di Simonino da Trento, dalla propaganda alla storia, prorogata a grande richiesta fino al 15 settembre 2020.

CONFCOMMERCIO HA CURATO UN SONDAGGIO PER AVERE IL QUADRO DELLA SITUAZIONE RELATIVA ALLA RISTORAZIONE LOCALE

La stima della ripresa inevitabilmente sconta queste considerazioni: per un’impresa su 3 ci vorrà più di un anno per tornare ai ritmi pre-coronavirus; lo stesso numero di imprese considera difficile stimare una ripresa, mentre il 14,2% ritiene di poter recuperare entro 6 mesi. Irrilevante la quota di chi ritiene di poter raggiungere i livelli precedenti l’epidemia entro 1 mese.

«Era importante riaprire – commenta il presidente dell’Associazione Marco Fontanari – e ad oggi circa il 60% delle imprese lo ha potuto fare. Parte delle rimanenti sono attività stagionali che, Garda a parte, riapriranno con l’avvio della prossima stagione estiva, tra qualche settimana. Era importante riaprire ed era importante farlo garantendo la massima sicurezza. Abbiamo lavorato molto con la provincia e l’azienda sanitaria per garantire protocolli di riapertura sostenibili, sia per la sicurezza dei clienti e di chi lavoro in azienda, sia per l’effettiva praticabilità delle misure. Oggi posso dire di essere orgoglioso della risposta dei nostri ristoratori, scrupolosi nell’osservare quanto richiesto dai protocolli; anzi, è addirittura più facile trovare chi fa qualcosa in più di quanto previsto, piuttosto del contrario. Abbiamo tenuto duro in questi mesi di blocco pesantissimi, e teniamo duro anche ora, sperando che il recupero possa essere più veloce di quanto ci suggeriscono le stime».

OMS ED EUROPA, COSA SUCCEDE – “Non può esserci ripresa economica senza che la trasmissione del coronavirus sia posta sotto controllo”. E’ il monito di Hans Kluge, direttore regionale per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), in conferenza stampa. Come riporta AdnKronos.

“L’Europa – ha ricordato – sta entrando in una recessione economica. La produzione economica è destinata a crollare nella prima metà del 2020 e la maggior parte della contrazione avrà luogo nel secondo trimestre. Si prevede che poi riprenderà, supponendo che il virus sia posto sotto controllo. Secondo le previsioni economiche di primavera dell’Ue, si prevede che il Pil si contrarrà di circa il 7,5% quest’anno, molto di più rispetto alla crisi finanziaria globale nel 2009, e che aumenterà di solo il 6% nel 2021. Questo lascerebbe l’economia europea a un livello di circa il 3% inferiore rispetto alle previsioni”.