Le Comunali a Trento, ancora lontane dall’entrare nel vivo, stanno già assumendo i connotati di una disfatta. Il centrodestra, che certo non partiva coi favori del pronostico ma che aveva le carte in regola per contendersi seriamente il capoluogo col centrosinistra, si è spaccato in tre direzioni diverse.

La situazione attuale

In principio fu Alessandro Baracetti, candidato Sindaco del Centrodestra “ufficiale”, sostenuto dalla Lega, da Forza Italia, da Fratelli d’Italia e dagli Autonomisti Popolari. All’interno della coalizione vi era anche Agire per il Trentino, la lista civica di Claudio Cia, che però è stato cacciato a male parole per aver “seminato discordia”, chiedendo maggior confronto e programmazione.

Subito fuori dal giro di Baracetti si è posta Silvia Zanetti, candidata a Sindaco per la sua lista civica Si può fare e inizialmente sostenuta anche da altri movimenti civici, come #inMovimento. Fu infatti il leader del movimento civico centrista Lorenzo Rizzoli a dire che la Zanetti faceva parte di “un progetto politico nuovo, proposto da un gruppo di liberi civici trentini”, dando la sua benedizione a una coalizione a suo sostegno composta da Si può Fare, #inMovimento, Progetto Trentino, Democrazia Cristiana e Unione di Centro.

Lo stesso Rizzoli oggi pubblica un comunicato stampa al vetriolo contro Silvia Zanetti, affermando quanto la candidata Sindaco sia esponente di un “vecchio modo di fare politica”. “Da persone nuove della politica – ha tuonato – mi aspetterei contenuti, temi, proposte, risposte ai problemi della gente. Invece no: attacchi nutriti da non so quale astio. Perché? È questo che l’elettorato chiede?” si chiede Rizzoli, affermando di non condividere il linguaggio utilizzato e il modo di fare politica presentato dalla Zanetti, caldeggiando invece la candidatura a sindaco di Marcello Carli. Peccato che così facendo lo stesso finisca per fare la medesima cosa, non considerando, inoltre, che le proposte (invece) avanzate dalla stessa Zanetti in questi mesi di pandemia, sono state molteplici. Così come quelle avanzate da altri. A dimostrarlo i numerosi interventi pubblici della candidata Sindaco della lista civica centrista di “Si può fare”.

Ed ecco il terzo elemento del Centrodestra trentino: Marcello Carli, ex Consigliere provinciale, imprenditore, democristiano di lungo corso, ex-Presidente provinciale dell’UCID, Unione Cattolica Imprenditori e Dirigenti, sostenuto da Cia e dall’UdC. Una personalità di livello assoluto, certo, una candidatura che potrebbe anche mettere in difficoltà quell’elettorato centrista non troppo contento dell’adesione “senza se e senza ma” del PATT alla coalizione di Franco Ianeselli, personaggio certamente più orientato verso sinistra che non verso il centro.

Le reazioni del Centrodestra?

“La candidatura di Carli? Più che di esperienza politica parlerei di bassa politica” afferma Baracetti, “Carli? Di primedonne ce ne sono tante” dichiara Grisenti (principale sponsor di Silvia Zanetti), mentre Merler, ex-uomo forte di Civica Trentina, dice “Credo che alla fine si unirà al centrodestra, ma sa parlare alla parte moderata del centrosinistra e può togliere voti a Ianeselli”.

Quale sia il candidato Sindaco migliore non è responsabilità di qualsiasi redattore dirlo, alla fine Baracetti, la Zanetti e Carli hanno pregi e difetti come tutti. Ma quello che bisogna stigmatizzare è questa “invidia votis” che sta caratterizzando tutto il centrodestra trentino, all’infuori forse dei partiti “tradizionali”.

Bastava prendere in mano i voti delle Provinciali del 2018 per capire che l’impresa poteva essere in fondo possibile:

il centrosinistra compatto con Ianeselli si fermò infatti in città al 48,50% dei consensi, con il Centrodestra fugattiano al 39,92%, dell’allora Movimento 5 Stelle di Filippo Degasperi all’8,33% e gli altri partiti al 3,23%. Un patrimonio del 40% dilapidato in tre candidature che finiranno per ostacolarsi l’una con l’altra.

Baracetti, forte dell’appoggio della Lega, di Fratelli d’Italia e Forza Italia, dovrebbe comunque riuscire ad aggiudicarsi il secondo posto, mentre la Zanetti e Carli potrebbero rischiare di mangiarsi voti a vicenda “rosicchiando” quel 10% di componente centrista che aveva permesso l’exploit di Fugatti in città. Il tutto mentre Degasperi e Carmen Martini si contenderanno quel 7-8% di elettorato civico e grillino rimasto.

Direbbero i latini, cui prodest? E soprattutto, l’idea di campagna elettorale del centrodestra è quella di far vedere chi è più di destra – o più di centro – oppure condannare l’Amministrazione Andreatta, della quale Franco Ianeselli si propone come il naturale prosecutore? Forse all’interno del centrodestra, sarebbe ora e più utile mettere da parte i personalismi, cercando anche di trovare dei validi compromessi che non umilino nessuno, per portare a Trento quel cambiamento tanto richiesto. L’alternativa? Far governare un sindacalista che ha sempre fatto politica. E se l’affetto non è corrisposto, va a finire che ai trentini non piacerà nessuno tra quelli proposti, se non, appunto, Ianeselli.

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