Coronavirus: anche oggi zero decessi

Le manifestazioni pubbliche saranno possibili se seguono un protocollo esatto pro sicurezza pubblica.

Dati ancora positivi sul fronte trentino della lotta alla pandemia. Secondo il rapporto dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, anche oggi fortunatamente non si registra alcun decesso imputabile a Covid 19. I casi positivi salgono di 6 unità e non c’è alcun minorenne tra di loro né ospiti da Rsa.
Scendono anche i ricoveri: oggi sono 19, dei quali 3 continuano ad essere affidati alle cure intensive dell’ospedale di Rovereto.
Sono ancora molti i tamponi effettuati: l’Azienda sanitaria ne ha analizzati 1221, altri 335 da Fem per un totale di 1556.
Infine il dato sui guariti: sono finora 4431, di cui 28 guariti clinicamente.

Oltre 30mila tamponi effettuati a partire dal 2 aprile sette giorni su sette. Circa 120 persone tra professori, ricercatori, assegnisti di ricerca, dottorandi e personale amministrativo coinvolti. Risorse proprie dell’Ateneo per un milione di euro, stanziate dal Consiglio di amministrazione, in gran parte per coprire le spese per i materiali impiegati. È uno sforzo importante a servizio della comunità trentina quello sostenuto dall’Università di Trento in queste settimane di emergenza Covid-19, con il coordinamento dell’unità operativa di Microbiologia e Virologia dell’ospedale Santa Chiara. L’Ateneo, grazie al coinvolgimento diretto del personale del Dipartimento di Biologia cellulare, computazionale e integrata (CIBIO), ha allestito al Polo Ferrari di Povo un vero e proprio laboratorio di emergenza che per oltre 50 giorni ha supportato l’Azienda provinciale per i servizi sanitari nell’analisi dei tamponi effettuati sul territorio provinciale e ha realizzato in casa i reagenti, difficili da trovare sul mercato a causa della forte richiesta. E anche grazie al contributo straordinario dell’Università di Trento e del Laboratorio di Diagnostica molecolare avanzata in varie giornate si è raggiunto il record di tamponi in relazione alla popolazione residente.
Per ringraziare l’Ateneo per l’impegno a favore della sanità trentina la giunta provinciale si è recata oggi in visita ai laboratori dell’Ateneo al Polo Ferrari a Povo. La delegazione, composta dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, dagli assessori Achille Spinelli e Stefania Segnana e dalla dirigente Laura Pedron, ha incontrato il rettore Paolo Collini, il direttore del Dipartimento Cibio, Alessandro Quattrone e il virologo Massimo Pizzato. Alla visita era presente anche una rappresentanza dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari con cui l’Ateneo ha lavorato fianco a fianco in queste settimane: il direttore generale Paolo Bordon e il direttore della patologia clinica Patrizio Caciagli.
Oltre all’analisi dei test diagnostici Tra le attività portate avanti dall’Università di Trento con il Dipartimento Cibio in queste settimane, anche la ricerca per il vaccino che entro fine anno potrebbe iniziare la sperimentazione sull’uomo.
«Questa visita della delegazione provinciale è un importante riconoscimento per chi all’interno dell’Ateneo ha lavorato con grande impegno e in modo scrupoloso in questi giorni”, ha commentato il rettore Paolo Collini. “Ringraziamo il presidente Fugatti e gli assessori provinciali per la sensibilità di questo gesto di vicinanza e per l’interesse mostrato verso le nostre attività».

Questa mattina l’assessore alla salute Stefania Segnana, accompagnata dal direttore generale dell’Apss Paolo Bordon, ha visitato il Centro sanitario di Mezzolombardo. 

«Vi ringrazio per il coraggio, la dedizione, la professionalità e la profonda umanità dimostrata durante questi mesi di emergenza in cui vi siete messi in gioco e avete rinsaldato quel rapporto imprescindibile e autentico tra medico e paziente. Esprimo la mia gratitudine e quella della comunità trentina per il vostro contributo e per la dedizione con cui avete lavorato, riuscendo a mantenere un contatto vivo e importante tra i pazienti e i loro familiari. Il Centro Sanitario San Giovanni e gli ospedali di valle hanno dimostrato di avere un ruolo fondamentale nell’affrontare la pandemia e nel supportare gli ospedali di Trento e Rovereto garantendo così tutti i servizi principali e le urgenze».

Sono queste le parole espresse dall’assessore Segnana durante l’incontro con il personale del Nucleo Covid, la struttura a bassa intensità di cura, dotata di 20 posti letto, che si trova al terzo piano dell’edificio e in cui lavorano medici e infermieri coadiuvati da sei giovani medici neolaureati assunti a tempo determinato per l’emergenza Covid-19.

In questa struttura, che comprende anche un Hospice Covid, sono state ricoverate persone provenienti dalle rianimazioni che non potevano essere ancora dimesse. Dal 24 marzo il nucleo Covid di Mezzolombardo ha seguito con terapie e supervisione clinica costante 71 pazienti, di cui 44 uomini e 27 donne, ricoverati nella struttura dopo la risoluzione della fase acuta della malattia; attualmente sono 10 i pazienti in carico.

«A nome del Consiglio di direzione e mio – ha sottolineato il direttore generale dell’Apss Paolo Bordon – ringrazio tutto il personale che in questo periodo, con una risposta corale, si è speso per far fronte all’emergenza. Questa di Mezzolombardo è una struttura territoriale di valenza strategica per i servizi offerti e per il ruolo avuto durante questa pandemia. Una struttura adeguata con al suo interno risorse e competenze che hanno saputo sperimentare un innovativo modello organizzativo, che ha visto il coinvolgimento di sei giovani medici (cinque trentini e un romano) che sotto l’esperta guida del dottor De Vigili hanno fatto un servizio encomiabile in questo difficilissimo periodo».

Nel corso dell’incontro il dottor Giorgio De Vigili, responsabile della struttura di Mezzolombardo, ha avuto parole di elogio per tutto il personale del Centro sanitario e per i giovani medici arruolati nel corso dell’emergenza Coronavirus: «Giovani professionisti che con coraggio e senza remora hanno affrontato una sfida nuova e piena di incognite. Grazie per la forza, l’entusiasmo, la dedizione e la carica umana che medici, infermieri e operatori socio sanitari ci hanno messo in ogni momento di quest’emergenza. Colgo l’occasione per ringraziare tutti i cittadini, le aziende e le associazioni per la loro generosità e il loro supporto in questo periodo».

NUOVE REGOLE PER LE MANIFESTAZIONI FASE DUE

La delibera, approvata oggi dalla giunta provinciale, sulla sospensione in Trentino di manifestazioni ed eventi fino al prossimo 15 ottobre, derivano da diverse e qualificate fonti normative (decreti legge, decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, ordinanze emergenziali del Presidente della Provincia autonoma di Trento, etc.), che hanno introdotto misure restrittive e necessarie al contenimento del contagio.

“In questo momento – spiega l’assessore provinciale al turismo, Roberto Failoni -, le misure di contenimento adottate nella prima fase di sviluppo dell’epidemia hanno contribuito in misura determinante all’appiattimento della curva epidemica, con riduzione dei nuovi casi e conseguente alleggerimento della risposta assistenziale a carico del servizio sanitario”. Tuttavia le stesse misure, sempre secondo l’assessore, sebbene abbiano permesso di superare la fase emergenziale più acuta, hanno pesantemente impattato nella programmazione di eventi, competizioni sportive, manifestazioni, rassegne ed iniziative di cui il nostro territorio provinciale è sempre stato luogo privilegiato di produzione e realizzazione.

Due esempi. L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), nel Key planning recommendations for Mass Gatherings in the context of COVID-19, ha definito “critici” gli eventi, sia per quanto riguarda la gestione del pubblico sia per gli investimenti e pianificazione. Il Decreto governativo  del maggio scorso (allegato 9, dedicato a “Spettacoli dal vivo e cinema”) individua una serie di misure per la sicurezza degli spettatori, quali, per esempio, il rispetto delle misure di distanziamento interpersonale, la misurazione della temperatura, il divieto di consumo  di  cibo  e  bevande  e  della  vendita al dettaglio di bevande e generi alimentari in occasione degli eventi  e durante lo svolgimento degli spettacoli.

Sulla base di queste evidenze nasce la decisione del governo provinciale di sospendere la manifestazioni pubbliche, anche sulla scorta di quanto già deciso da altre regioni. In ogni caso – lo chiarisce la delibera – rimane possibile organizzare eventi e manifestazioni, a determinate condizioni: “Qualora sia assicurato il rispetto di specifici protocolli e linee guida e a condizione che l’eventuale coinvolgimento di personale sanitario o personale incaricato dello svolgimento di servizi pubblici essenziali o di pubblica utilità non possa arrecare pregiudizio, anche solamente in astratto, alle prioritarie esigenze di tutela della salute pubblica e della sicurezza sociale”