Ex ILVA, CISL: “Esuberi inaccettabili”

In merito alla scuola: "Serve il piano riaperture"

“La gestione dell’ex Ilva è la sommatoria di errori gravi e strategici della politica e di Arcelor Mittal. Penso alla vicenda dello scudo penale ed alla assoluta irresponsabilità ed insipienza da parte dell’azienda”. È quanto sottolinea oggi in una intervista al quotidiano Avvenire la Segretaria Generale della Cisl, Annamaria Furlan.

“La vicenda dell’Ilva è davvero scandalosa. Gli esuberi annunciati da Arcelor sono inaccettabili. Non si può scaricare il peso di scelte sbagliate ancora una volta sui lavoratori, su migliaia di famiglie ed anche delle comunità che aspettano da tempo il risanamento ambientale. Per questo ora è arrivato il momento di fare chiarezza non solo con l’azienda, ma anche con il Governo sul futuro di un settore strategico come l’acciaio, come hanno chiesto anche i nostri sindacati dei metalmeccanici”.

Furlan aggiunge a proposito della presenza dello Stato nelle grandi imprese che “è sicuramente necessario oggi un ruolo, anche temporaneo, dell’investitore pubblico per salvare e rilanciare le aziende strategiche. Ma questo deve essere accompagnato da piani industriali credibili, partner adeguati e soprattutto dalla scelta del modello partecipativo.

È arrivato il momento di imboccare la strada della democrazia economica, favorire fiscalmente la partecipazione azionaria e la presenza dei rappresentanti eletti dai lavoratori negli organismi di controllo e di indirizzo delle aziende. Questa sarebbe la vera svolta per cambiare il nostro modello di sviluppo ed anche la garanzia contro investimenti incauti e delocalizzazioni”.

Sullo sciopero domani della scuola, Furlan risponde che “un fatto sacrosanto perché abbiamo bisogno di un piano nazionale per la riapertura in sicurezza delle scuole a settembre, con la necessaria copertura di tutti gli organici, sia dei docenti, sia del personali ausiliario.

La scuola e’ l’unico settore del mondo del lavoro su cui non abbiamo avuto la possibilita’ di fare un confronto serio per costruire un protocollo sulla sicirezza per tutelare gli stumenti e gli operatori della scuola.

Quanto alla vicenda di Prato, guardi, manderei anche la mia nipotina alle lezioni all’aperto di Francesca Silvieri, quella brava insegnante”.

“In queste ore si susseguono dichiarazioni del Ministro dello Sviluppo Economico circa la presentazione di un nuovo piano industriale da parte di ArcelorMittal, così come da impegni assunti nell’ultimo incontro. I contenuti del piano continuano ad essere sconosciuti alle organizzazioni sindacali e ai lavoratori, in una drammatica condizione che riguarda tutti gli stabilimenti del gruppo.

Non ci si può semplicemente nascondere dietro l’emergenza Covid-19 perchè sono evidenti le condizioni e le responsabilità precedenti alla pandemia, come anche l’indifferenza dell’azienda rispetto all’accordo sindacale sulla piena occupazione. Allo stato gli stabilimenti sono pieni di cassa integrazione e vuoti di investimenti.

E’ necessaria una convocazione urgente da parte del Governo per una valutazione sullo stato della trattativa e sul significato e sui tempi dell’ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nella proprietà. Ed è urgentissima la convocazione del tavolo di settore per tutta la siderurgia. Discutere delle crisi irrisolte, dei cambi di proprietà, dell’intervento pubblico, del green new deal in siderurgia e nelle sue filiere strategiche, senza i lavoratori e i sindacati che li rappresentano, sarebbe una scelta sbagliata e non accettabile”. Lo dichiara Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil.

“Importanti e positive le parole della ministra del Lavoro Nunzia Catalfo, che a nome del Governo ha espresso la volontà di estendere i trattamenti di cassa integrazione Covid fino alla fine dell’anno come pure l’intenzione di prorogare a tutto il 2020 il blocco dei licenziamenti. Atti necessari, urgenti e inderogabili, che recepiscono le precise e  pressanti richieste del sindacato e che vanno subito trasformate in misure concrete per tutelare tutte le tipologie di lavoro, subordinato e autonomo, a tempo indeterminato, determinato e stagionale.”

“Nessuno deve rimanere indietro”. Lo afferma in una nota Luigi Sbarra, Segretario generale aggiunto Cisl. “Serve un intervento che assicuri procedure rapide, liquidazioni veloci, risorse adeguate capaci di assicurare piena copertura a tutti – aggiunge -. Al rafforzamento delle reti passive di protezione va poi affiancata la costruzione di percorsi e politiche attive di formazione, riqualificazione, accompagnamento costante della persona nel mercato del lavoro. Tutele che vanno inserite in una più ampia strategia di rilancio, attraverso un Patto sociale che unisca istituzioni, sindacato e rappresentanze delle imprese su obiettivi comuni, facendo ripartire gli investimenti pubblici e privati su lavoro e occupazione, politiche industriali e innovazione, produttività e partecipazione, fisco, pubblica amministrazione e scuola,  welfare e mezzogiorno.

La via per la ‘fase 3’ richiede condivisione, responsabilità, protagonismo sociale: questo è il momento di agire, cogliendo anche le opportunità che ci derivano dalla ritrovata flessibilità di bilancio e dei nuovi e determinanti strumenti europei di intervento”, conclude Sbarra.

Nella giornata di giovedì 4 giugno, FIM, FIOM e UILM Nazionali, insieme alle RSU Sirti e alle Segreterie territoriali, si sono incontrate con la Direzione aziendale di Sirti SPA per riprendere la discussione sula procedura di 764 lavoratori dichiarati esuberi avviata con procedura di licenziamento collettiva in data 4 marzo scorso e attualmente sospesa da Dpcm.

La discussione si è articolata sull’ipotesi di gestione del piano sociale siglato lo scorso anno, con la conferma del cds quale strumento primario per evitare gli esuberi, ma con percentuali diversificate su alcune aree territoriali a causa dell’aggravamento della situazione aziendale principalmente nell’area Telco.

Le OO.SS. prendono atto della nuova situazione presentata ed esprimono  preoccupazione e contrarietà vista la già complessa emergenza dovuta  alla Cigo  Covid-19.

Il prossimo incontro, dopo il confronto interno con le Rsu e il Coordinamento nazionale è previsto per il 18 giugno.