Dopo il Covid, la malavita cerca di prendersi le imprese italiane

Tra mille difficoltà, con l’avvento della Fase 2 e della Fase 3 le imprese italiane hanno iniziato il loro lungo percorso di ripresa dopo le difficoltà causate dal lockdown e dall’emergenza di coronavirus.

Oggi, Confcommercio ha reso pubblica un’analisi, in collaborazione con Format Research, con la quale ha evidenziato tutte le difficoltà a cui sono andate incontro le imprese del commercio e della ristorazione in questo difficile periodo di ripresa.

L’indagine, come riporta ANSA, ha evidenziato come l’11% delle imprese italiane abbia manifestato nell’ingerenza della criminalità “un ulteriore pericoloso ostacolo” nello svolgimento delle loro attività, con il 10% degli imprenditori presi in esame che ha specificato di essere “esposto all’usura” o di aver notato tentativi di appropriazione anomala della propria azienda.

Sebbene quasi il 70% delle imprese che hanno partecipato al sondaggio abbia dichiarato di avere fiducia nell’operato delle Forze dell’Ordine e di ritenere efficaci le misure che le stesse mettono in atto per salvaguardarle, è evidente che il problema della criminalità sia un fattore da non sottovalutare e da tenere costantemente monitorato.

“La crisi economica crea una zona d’ombra dove rischia di rafforzarsi la criminalità. Le nostre imprese in difficoltà denunciano sempre più spesso usura, estorsioni e acquisizioni illecite. Abbiamo comunque fiducia nella magistratura e nelle Forze dell’ordine ma, insieme, è necessaria più rapidità per far giungere i sostegni previsti dal Decreto rilancio alle aziende e irrobustirli. Solo così si combatte la criminalità e si ricostruisce un’economia sana” ha asserito in merito il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Sembra proprio non avere fine il calvario delle imprese e degli imprenditori italiani che dopo i problemi legati alla liquidità, ai costi, al calo della richiesta, si vedono insediati anche dai tentativi della malavita di intromettersi, come veri sciacalli, nei loro affari. Allo stato attuale delle cose, urgono misure rapide ed efficaci che possano realmente aiutare uno dei settori cardine dell’economia italiana a ripartire e a tornare a dare lustro all’economia italiana.