Secondo uno studio inglese “il coronavirus si sta adattando all’uomo”

"Forse sta diventando più buono"

Stando a quanto riporta uno studio pubblicato dalla rivista Infection, Genetics and Evolution, il coronavirus si starebbe adattando all’uomo.

Lo studio condotto da un team di ricercatori dell’Istituto di Genetica dell’University College di Londra, come riporta AGI, ha infatti evidenziato come il virus avrebbe sviluppato, nel mondo, almeno 198 diverse mutazioni autonome, segnale che il virus si starebbe adattando all’uomo.

Questo genere di mutazioni, chiamate omoplasie, nell’80% dei casi avrebbero causato cambiamenti a livello proteico, coinvolgendo direttamente anche la “famosa” proteina Spike, quella che permette al coronavirus di arrivare anche agli esseri umani.

Sulla vicenda è intervenuto direttamente Guido Silvestri, esperto docente della Emory University di Atlanta, che attraverso il suo profilo Facebook ha dichiarato: “L’evoluzione del virus sarebbe caratterizzata da omoplasia, ovvero il fenomeno per cui un virus muta in modo ‘indipendentemente simile’ nelle diverse aree geografiche senza un progenitore comune”. Aggiungendo come questo farebbe pendere l’ago della bilancia in favore dell’ipotesi che il coronavirus si stia adattando agli esseri umani.

“Siccome i dati globali sulla letalità cruda di COVID-19 indicano che questa diminuisce col tempo in ogni sito epidemico, e siccome la maggior parte degli adattamenti virus-host vanno nella direzione di una ridotta patogenicità, è plausibile avallare l’ipotesi che tale pattern di mutazioni porterà a un fenotipo virale a virulenza attenuata” ha infine concluso il professor Guido Silvestri.