Claudio Cia a Franco Ianeselli: “Non limiterei un diritto garantito dalla Costituzione”

Il Consigliere ricorda un clima da Gulag. Frecciando il collega candidato a sindaco di provenienza CGIL.

Quando le proposte politiche scarseggiano, le idee e le buone intenzioni vengono di solito sostituite da attacchi, più o meno gratuiti: ecco che allora il candidato sindaco della coalizione di centro-sinistra (triste che tra 7 partiti che lo sostengono non siano in grado di partorire una proposta al giorno per il miglioramento della città) Franco Ianeselli, se la prende con il sottoscritto, reo di aver dichiarato alcuni mesi fa che – nel caso in cui il Coordinamento provinciale di AGIRE per il Trentino ritenesse opportuno chiederlo – sarei disposto a scendere in campo alle elezioni di Trento per contribuire alla riuscita del buon risultato elettorale.

Pare strano che proprio ciò che Ianeselli trova incomprensibile se avviene nelle altre coalizioniavvenga con naturalezza all’interno di quella che lo vede come leader maximo e che nessuno se ne sorprenda. E’ questo il caso ad esempio dell’avv. Monica Baggia, presidente di Trentino Trasporti – per la verità in scadenza (ma questo ai nostri fini importa poco visto che le elezioni comunali avrebbero dovuto tenersi a maggio, e la sua candidatura è nell’aria già da qualche bel mesetto) – che invece di piegarsi alle logiche del proprio candidato sindaco e dimettersi, non solo non lo fa, ma sfrutta anche la mediaticità politica che il ruolo le garantisce per lanciare attacchi alla Giunta provinciale (solo pochi giorni fa si lamentava della carenza di bus in vista della riapertura delle scuole di settembre) oppure per siglare importanti accordi come quello per la costruzione dell’officina per i treni, del valore di circa 41 milioni di euro (cosa che – se si fosse dimessa nei mesi scorsi, come giustificato dalle solerti apprensioni del Ianeselli – non avrebbe potuto fare).

Ma nemmeno l’ambito lavorativo da cui proviene il candidato alla carica di sindaco di Trento è immune da tali logiche: posto che prima di candidarsi alla carica di Segretario Cgil (come candidato unico con la certezza di vittoria come nelle migliori tradizioni dei Paesi comunisti) il barbuto compagno di Ianeselli, Andrea Grosselli, avrebbe potuto benissimo lasciare le sue cariche “attive” di Presidente del Fondo di Solidarietà del Trentino (posizione da cui attacca – a sua volta – la Giunta provinciale) ecc., visto che pare difficile adempiere con efficienza a tutte le cariche detenute dando risposte ai cittadini, ciò in effetti, dovrebbe essere “incomprensibile ed umiliante”.

Al contrario di Ianeselli, al sottoscritto non è mai passato per la testa di limitare un diritto costituzionalmente garantito quale quello all’elettorato passivo, soprattutto se applicato agli “oppositori politici”. Se questo è l’inizio, figuriamoci la prosecuzione: il gulag, d’altronde è sempre dietro l’angolo.
Claudio CiaSegretario politico di AGIRE per il Trentino