Criminalità organizzata e latitanza della politica, a Bolzano, ne parla Michaela Biancofiore

Politica che nel periodo del Covid.19 ha perso il controllo sulla realtà.

“Ringrazio le forze dell’ordine per la straordinaria attività investigativa che ha portato al fermo di numerosi sospetti esponenti dell’ndrangheta in Alto Adige. Purtroppo anche la nostra terra, come ha ben detto il Presidente Frattini, non è immune dagli attacchi della criminalità organizzata, essendo una terra prospera, di confine e con un ricco bilancio pubblico. Ora però tocca alla politica fare la sua parte per aiutare a prevenire il fenomeno che può drammaticamente acutizzarsi causa crisi covid 19 che ha messo in crisi molte attività commerciali e imprenditoriali. I consiglieri provinciali del centro destra, ma il consiglio nel suo plenum, istituiscano immediatamente una commissione d’inchiesta sulla penetrazione mafiosa nella nostra terra, volta ad analizzare il fenomeno e a porre in campo azioni di prevenzione.” Sono le dichiarazioni di Michaela Biancofiore, parlamentare FI e membro del coordinamento di presidenza.

In tema di commissioni però anche in Alto Adige non si placano le inchieste per quanto concerne i disagi e le stranezze che sono accadute durante il periodo di emergenza Covid. La prima commissione guidata da Franz Ploner ha ascoltato il giornalista Christoph Franceschini, che ha riferito i dettagli della sua inchiesta sugli equipaggiamenti protettivi adottati dall’Azienda sanitaria. “Ora la commissione può lavorare”, ha commentato il presidente Franz Ploner al termine dell’audizione. Oggi era stata convocata anche la direttrice del CTCU, che ha però fatto sapere di non avere attualmente notizie in merito al tema d’indagine. La commissione tornerà a riunirsi il 26 giugno prossimo.

E ancora la politica al centro dell’attenzione per quanto concerne il disagio causato dal Covid-19, nel periodo del blocco sono emerse fragilità legate, in questo caso, ad altri tipi di mafia, quella dello spaccio, come segnalato già da tempo. Piazza Walther è sempre più spesso teatro, a Bolzano, di episodi di difficile convivenza tra cittadini, emigranti irregolari e forze dell’ordine. Il problema della crisi post virus non aiuta: è avvenuto – stante le segnalazioni di alcuni politici bolzanini – l’ennesimo crudele atto di violenza. Secondo un testimone oculare, diversi africani sono stati coinvolti in una rissa. Uno degli uomini è stato apparentemente ferito da una bottiglia di vetro rotto e quindi lasciato insanguinato a terra. “È necessaria una politica di tolleranza zero nei confronti di queste persone. Coloro che non rispettano le nostre leggi non hanno diritto a nulla in Alto Adige!” E’ il parere del movimento di autodeterminazione Sud Tiroler Frei Heitlichen.

L’Alto Adige ha un problema con il crimine dei clandestini. In particolare, le condizioni nelle città sono inaccettabili. L’esempio migliore è il Piazzale della Stazione dei Treni di Bolzano. Ormai le persone che sono residenti in città la evitano da tempo. La politica non risolve. Secondo il partito indipendentista la situazione è conseguenza dell’inattività del controllo da parte della politica: gli stranieri che sono diventati criminali devono essere immediatamente arrestati, messi detenuti e deportati! I politici non devono più chiudere un occhio sulla realtà, ma devono finalmente cominciare a proteggere i cittadini.