Gli Stati Generali dell’economia (contrastati) al via, in fin dei conti, domani

Una convocazione che non mette d'accordo nessuno.

Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha preso parte oggi al colloquio con i magistrati che indagano per epidemia colposa relativamente al mancato ordine di istituzione della zona rossa in Val Seriana. Immediatamente dopo il presidente del Consiglio è volato a Villa Pamphili dove si prepara al debutto degli stati generali, che vedranno la partecipazione di molte importanti autorità europee.

Gli Stati Generali dell’economia sono una copia di un vecchio stile di governare in cui la designazione dei partecipanti non avviene per tesseramento, elezione, nomina ma per rango politico, in questo caso. Non sono stati invitati i Sindaci, non sono stati invitati nella maggior parte dei casi i responsabili dei settori interessati. Ci saranno i big della UE (con cui Conte cerca di ricucire e tessere). Non ci sarà il centrodestra, che vuole un confronto in Parlamento. Vi sono state delle rimostranze anche da parte del Partito Democratico.

Non è chiaro il programma, ma si sanno i giorni, che sono 10. Giorni in cui si presume saranno stilati i progetti e le linee guida relative alla programmazione economica post virus. Non si trovano ricette facili, non ci sono neanche le basi per un debutto del mercato green. La nebulosa che copre questa iniziativa politica è grande.

Il parere da parte degli esponenti dei diversi partiti in gioco in Italia è talmente scostante che basti pensare a come in fin dei conti solo il Governo in carica ci crede, in questi Stati Generali. Aumentando il divario tra le parti e rendendo emblematico il problema della non rappresentatività. L’Italia sta prendendo una strada difficile: il rischio di un impegno economico decennale non condiviso. (MC)