A Verona il Comune vuole uscire dall’Unione Europea

Sta facendo molto discutere quanto successo a Verona, dove una parte dell’amministrazione comunale del Sindaco Federico Sboarina ha aderito ad un’iniziativa che prevede un referendum per uscire dall’Unione Europea.

L’iniziativa sarebbe promossa da un comitato, composto da 14 professionisti romani, al cui vertice ci sarebbe Vittorio Sgarbi, tristemente balzato agli onori della cronaca negli ultimi giorni per essere stato cacciato dall’aula a Montecitorio. Tale iniziativa sarebbe appoggiata da parte della destra sovranista e dal Movimento Stop Euro.

A dar notizia dell’accaduto è stato il gruppo consiliare del Partito Democratico che, attraverso il sito ufficiale del PD Verona, ha commentato: “Leggiamo dal portale Internet ufficiale che “Il Comune di Verona ha aderito all’iniziativa sostenuta dal Comitato promotore ‘Libera l’Europa – UEXIT’, a favore di un progetto di legge di iniziativa popolare” finalizzato all’indizione di un “referendum di indirizzo sul recesso dello Stato dall’Unione Europea”. Il che lascia allibiti ed esterrefatti: finché si parla di dare la disponibilità ad una richiesta di democrazia, per quanto balzana, presentata nei termini previsti dalla nostra Costituzione, è un conto. Ma che il Comune di Verona, città da sempre aperta all’Europa e al mondo, fornisca un’adesione politica ad una iniziativa simile, è inaccettabile“.

Per avvalorare la loro tesi i Consiglieri del PD hanno invitato provocatoriamente il Sindaco Federico Sboarina ad informare la cittadinanza “che le decine di milioni di euro che arriveranno a fondo perduto ai veronesi dall’Europa tramite il Recovey Fund, lui non li vuole”, invitandolo a prendere esempio da città come Milano, Bologna e Reggio Emilia che hanno messo a disposizione i propri Urp per le firme ma non hanno aderito apertamente all’iniziativa.