Botta e risposta Martini-Zanetti: “La candidata imposta dai soliti noti”, “Io? Al contrario, unica a non esser stata calata dall’alto”

"Catapultata dai soliti noti? Io sono la stessa persona che ha co-fondato il movimento Si può Fare...evidentemente sono la 'solita nota' che si è imposta da sola". "Ora, però, occupiamoci dei temi seri, non della sottoscritta".

Proseguono le schermaglie in vista delle prossime elezioni comunali di Trento. Stavolta a essere coinvolte in un botta e risposta sono Silvia Zanetti – candidata Sindaco di Si può fare – e Carmen Martini, candidata ufficiale del Movimento 5 Stelle per il capoluogo trentino.

La querelle nasce da una dichiarazione della candidata civica: “Se ci pensiamo, non c’è mai stata una candidata Sindaca di Trento, questo fa riflettere. Negli anni nessun partito politico ha mai trovato una donna in grado di ricoprire autonomamente questo ruolo, ecco perché la mia candidatura è un evento straordinario“. Nei fatti, una dichiarazione non proprio corretta.

Infatti, nel 2009 venne candidata a Sindaco di Trento Bruna Giuliani, oggi Consigliere comunale della Lega, mentre nel 2015 fu il turno di Antonia Romano, per L’Altra Trento a Sinistra. In entrambi i casi, però, si trattarono di candidature dall’esito non proprio fortunato: la Giuliani, infatti, si fermò al 7,60% dei consensi, mentre la Romano chiuse col 4,53% delle preferenze.

L’intento della Zanetti, forse, era quello di segnalare ai grandi partiti cittadini la mancanza di sensibilità verso le candidature femminili, preferendo piuttosto gli “uomini forti”. Se però questo discorso può essere tutto sommato vero per le grandi coalizioni, lo stesso non si può dire del Movimento 5 Stelle che ha invece candidato Carmen Martini già lo scorso febbraio.

Si vede che la mia avversaria non segue l’attività politica della città, probabilmente perché è stata catapultata dai soliti noti nel ruolo di candidata” ha attaccato duramente la Martini. “Il Movimento 5 Stelle non ha mai avuto problemi con la parità di genere, al nostro interno donne e uomini discutono senza prevaricarsi e Virginia Raggi e Chiara Appendino sono due sindache elette in due importanti città dal Movimento. Sicuramente in altri partiti si dovrebbe aprire un confronto interno su questo tema, ma nel 5 Stelle non esiste“.

Errore macroscopico della Zanetti? Nulla affatto, a detta della candidata di Si Può Fare:Evidentemente, date le prese di posizione di alcune candidate o ex-candidate Sindaco, non sono stata in grado di far cogliere il senso del mio messaggio” afferma attraverso un comunicato stampa.

Quando mi riferisco al fatto di essere l’unica candidata a Sindaco di Trento, intendo dire che per la prima volta nessuno ha imposto una candidatura femminile, a differenza di chi viene scelto da partiti o segretari di partito” afferma la Zanetti, rispondendo così all’accusa della Martini. “Catapultata dai soliti noti? Io sono la stessa persona che ha co-fondato il movimento Si può Fare…evidentemente sono la ‘solita nota’ che si è imposta da sola“.

Quando leggo dichiarazioni come quella della Martini, ovvero che ‘non è la prima volta che il movimento punta su donne’, ho la conferma in toto del senso del mio discorso, (ovvero che sono calate dall’alto dai partiti stessi, ndr.). Speriamo almeno che puntino sulle donne per il loro merito, non perché potrebbe essere ‘più opportuna’ una figura femminile per aumentare il proprio consenso” attacca la Zanetti, che poi invita tutti i candidati a occuparsi delle vere esigenze di Trento.