Italia sotto accusa: durante il lockdown non ha seguito le prostitute nigeriane

Le donne nigeriane costrette alla prostituzione sono state lasciate morire di fame dai trafficanti di sesso durante la pandemia di Covid-19 in Italia, a dirlo ieri il quotidiano anglosassone “The Guardian”, che parla di un documento reso noto la settimana scorsa (in parte anticipato anche dall’osservatorio europeo sulla tratta).

Dopo lo scandalo reso noto in Italia dal quotidiano “Il Giornale” che ha descritto il legame prioritario tra le ONG e la tratta, ora anche la parte che segue, cioè cosa accade alle donne che arrivano in Italia e scompaiono dai CarA.
Secondo l’Ufficio internazionale delle migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite, oltre l’80% delle decine di migliaia di donne nigeriane che sono arrivate in Italia dalla Libia negli ultimi anni sono state vittime di bande di trafficanti di sesso altamente organizzate. Le donne sono costrette a prostituirsi per pagare debiti fino a € 40.000 e controllate attraverso la violenza e la paura dei rituali di magia nera “JUJU” a cui sono sottoposti prima del loro viaggio in Europa.


Le bande di trafficanti hanno abbandonato le donne e i loro bambini, che non erano in grado di lasciare le loro case o il lavoro e sono rimasti senza cibo o soldi per pagare l’affitto. Dato lo status illegale del loro lavoro, non hanno fatto ricorso all’assistenza finanziaria o alle indennità di disoccupazione.