La Nevralgia del nervo del pudendo

Un dolore che insorge improvvisamente ma che si può curare.

Una malattia rara che altrettanto raramente viene diagnosticata in tempo (a volte possono passare anche 10 anni da quando insorge) è la nevralgia del pudendo (detta PN).

Essa consiste in un dolore neuropatico cronico, che si aggrava quando il paziente è seduto. Si manifesta anche con indolenzimento o senso di formichine localizzate.

Si associa a fragilità o spesso ad una disfunzione pelvica.

Esordisce tra i 50 e i 70 anni, con sintomi insidiosi, come il dolore neuropatico di intensità variabile localizzato nella regione perineale.

Secondo quanto si sa e se ne sa poco, i pazienti descrivono un dolore intenso, acuto, una sensazione di bruciore e, occasionalmente, insensibilità.

La malattia viene spesso diagnosticata come Sindrome di Alcock. È stata descritta anche la sensazione di un corpo estraneo.

Spesso il dolore si associa alla sensibilizzazione della pelvi, che spiega le problematiche urinarie (pollachiuria, disuria), anorettali (dischezia, aumento del dolore dopo la defecazione), sessuali (dispareunia, intolleranza al contatto vulvare, esacerbazione del dolore post-coitale, eccitazione genitale persistente, disfunzione erettile) e il dolore miofasciale localizzato alla natiche.

Il motivo per cui il nervo del pudendo si accavalli non è chiaro. Le cause possono risiedere nella compressione del nervo durante la seduta o il movimento o la postura.

Tra le principali eziologie: pizzicamento da parte dei legamenti pelvici posteriori (compresi i legamenti sacro-tuberosi e sacro-spinali), pizzicamento nel canale di Alcock (causato dalla divisione dell’aponeurosi del muscolo otturatore) e nel processo falciforme del legamento sacro-tuberoso.

Probabile anche il legame con il nervo dorsale del clitoride/pene, a livello del canale sotto-pubico.

La malattia viene accentuata dall’uso eccessivo della bicicletta, dal parto e dalle cicatrici secondarie ad interventi chirurgici o radiazioni. Le terapie attualmente in uso sono su prescrizione medica. Dalle terapie antinfiammatorie alle iniezioni, dagli psicofarmaci alle agopunture e alle cure osteopatiche. In alcuni casi la psicoterapia per il post dolore aiuta. Resta importante la diagnosi in quanto si tratta di una Malattia orfana che da una decina d’anni viene considerata tale in quanto ha avuto esiti invalidanti. Resta nell’elenco come una malattia rara. (MC)