Comitato vittime del Ponte Morandi: “Vicenda gestita con poca classe dal punto di vista umano”

Autostrade, Possetti: “Parole di Conte importanti, ma aspettiamo decisione definitiva. In questi due anni abbiamo dovuto sentire ogni genere di follia. Noi parenti delle vittime non possiamo puntare i piedi e dire che il ponte deve rimanere chiuso finchè non viene revocata la concessione. Il problema è che non si sarebbe dovuti arrivare a questo punto, la concessione andava discussa prima del varo del nuovo ponte. Non ho rancore personale verso i Benetton, penso solo che dovrebbero provare a mettersi nei nostri panni, ma la cosa non è semplice. Penso ci sia stata poca classe in come loro hanno gestito la partita da un punto di vista umano”

Egle Possetti, portavoce del Comitato vittime del Ponte Morandi, è intervenuta nella trasmissione “Nautilus” condotta dal direttore Gianluca Fabi e Alessio Moriggi su Cusano Tv Italia (ch. 264 dtt).

Sul caso Autostrade. “Sicuramente le parole del premier Conte sono estremamente importanti, però è necessario avere prudenza, dobbiamo attendere che la decisione sia definitiva –ha affermato Possetti-. In questi due anni abbiamo dovuto sentire ogni genere di follia. Come quella di voler inaugurare il nuovo ponte con una festa stile Disneyland, questa è stata una cosa per noi inaccettabile, per fortuna è intervenuto il Presidente della Repubblica. Ieri ho letto di un parlamentare che ha detto che l’accordo con Atlantia va accettato a tutti i costi e che dovremmo essere felici che Atlantia venga a baciare le pantofole allo Stato lasciandogli il controllo. Non ha alcun senso. Semmai è lo Stato che per troppo tempo ha baciato le pantofole di qualcun altro. Questa concessione è nata male, occorre ricordare come è nata e come è stata prolungata, non possiamo dimenticarci di tutto. Abbiamo un ponte che è stato ricostruito in fretta e furia, per l’eccezionalità della situazione. Noi parenti delle vittime non possiamo puntare i piedi e dire che il ponte deve rimanere chiuso finchè non viene revocata la concessione. Il problema è che non si sarebbe dovuti arrivare a questo punto, la concessione andava discussa prima del varo del nuovo ponte. Da un punto di vista parlamentare non credo che la revoca della concessione sia di competenza solo della maggioranza, ma dovrebbe riguardare tutti i parlamentari. Questa è una ferita che fa sprofondare il nostro Paese centinaia di anni indietro, per cui le decisioni dovrebbero essere molto serie e condivise da tutti”.

Sulla famiglia Benetton. “Ovviamente la famiglia Benetton è azionista di maggioranza di questa società, è chiaro che c’è un processo in corso che dovrà accertare le reali colpe. Il processo sarà complicato e lungo. Non ho rancore personale verso di loro, penso solo che dovrebbero provare a mettersi nei nostri panni, ma la cosa non è semplice. Abbiamo avuto tante tragedie in Italia e io personalmente provavo pena per loro e i loro familiari, ma non avevo mai minimamente immaginato cosa si possa provare. C’è stata l’apertura dell’ad Tomasi che ha detto che avrebbe voluto incontrarci, però lui è subentrato diversi mesi dopo la tragedia. Secondo me dei passi verso le famiglie dovevano essere fatti subito, non tanto da un punto di vista economico quanto umano. Penso ci sia stata poca classe in come loro hanno gestito la partita da un punto di vista umano. La normativa dovrebbe prevedere anche una responsabilità morale della società”.