La ‘Ndrangheta voleva impossessarsi dei fondi per il Covid. Ecco come la GDF ha sventato la truffa

Una società collegata ad un clan della ‘ndrangheta con a capoLino Greco di San Mauro Marchesato (Crotone) avrebbe ricevuto circa 45 mila euro dicontributi a fondo perduto perl’emergenza coronavirus, utilizzando false fatture provenienti da altre società collegate alla mafia.

Questo è quanto è emerso da un’indagine della Guardia di Finanza e della Dda di Milano, che ha individuatoil tentativo della mafia di ricevere i fondi destinati alle aziende, previsti dal dl 34 del 19 maggio, per aiutarle a superare la crisi causata dal coronavirus.

L’operazione ha portato all’arresto di 8 persone con l’accusa di “associazione per delinquere finalizzata alla frode fiscale aggravata dal metodo mafioso e dalla disponibilità di armi, auto riciclaggio, intestazione fittizia di beni e bancarotta”.

Le indagini, condotte dal Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata(Gico) di Milano hanno appurato come F.M, gestore della società incriminata e persona vicina al clan di Lino Greco, sia riuscito ad ottenere per ben 3 società i contributi a fondo perduto, presentando documentazioni false, basate su false fatture.

Il lavoro delle forze di polizia ha consentito, come riporta ANSA, il sequestro di beni per circa 7 milioni e mezzo di euro, con 4 quattro persone che sono state tradotte in carcere e 4 agli arresti domiciliari.