Ecco il piano Bisesti per la ripartenza della scuola a settembre

Una delle tematiche che ha maggiormente caratterizzato l’opinione pubblica italiana negli ultimi mesi è stata sicuramente quella relativa al rientro a scuola degli studenti.

In Trentino se per il prossimo settembre il livello dei contagi e la diffusione della pandemia rimarranno sui valori attuali, ovvero bassi, per circa 70 mila studenti (della scuola primaria, secondaria di primo e secondo grado, formazione professionale) e circa 14 mila bambini della scuola dell’infanzia, scatterà il rientro tra i banchi di scuola.

L’assessore all’istruzione, università e cultura, Mirko Bisesti, intervenuto in merito ha chiarito: “Sarà una scuola che da Covid19 ha trovato l’occasione per innovarsi e darsi nuovi stimoli. Abbiamo lavorato con la consapevolezza di dover essere pronti nel caso in cui il virus dovesse tornare. Ecco perchè abbiamo ipotizzato degli scenari e conseguenti applicazioni diverse della didattica in presenza o a distanza. A settembre, se la situazione sarà quella attuale, ovvero con un basso grado di contagio, la didattica e il tempo scuola saranno assicurati in presenza. Si riparte quindi, ma in sicurezza. Bambini, studenti, docenti, famiglie e personale scolastico dovranno attenersi alle indicazioni sanitarie contenute nell’apposito protocollo salute e sicurezza. Per poter ripartire abbiamo stanziato 45 milioni di euro, tali risorse serviranno per assumere nuovi insegnanti e mettere in sicurezza le strutture.”

Nello specifico il piano della Giunta sarebbe quello di far ripartire le scuole considerando quattro possibili scenari: contagio zero, basso grado di contagio (situazione di attenzione), medio grado di contagio (ritorno del virus) e un alto grado di contagio, quindi la diffusione del virus con conseguente ritorno al lockdown. In modo da poter organizzare il rientro in sicurezza degli studenti tenendo conto delle possibili evoluzioni dell’epidemia.

Partendo da un un rientro a scuola normale, in caso di assenza del virus, passando per la didattica in presenza ma con una maggior attenzione in caso vi fosse un basso grado di contagio e arrivando sino ad un modello che integri didattica a distanza e in presenza qualora il virus dovesse ritornare prepotentemente.

Inoltre, l’amministrazione provinciale ha previsto una serie di linea guida sia per quanto concerne la sicurezza negli istituti sia per quanto riguarda la didattica vera e propria. Tali criteri, che verranno presentati nel dettaglio con il Piano Scuola 2020/2021, prevedono tra le varie: gruppi classi dimensionati, accesso e uscita da scuola scaglionati e con procedure definite, educazione fisica e attività pratiche con distanze maggiorate, piani di apprendimento individualizzati e piano straordinario di recupero, patti educativi tra scuola, famiglia e territorio e risorse straordinarie per fronteggiare l’emergenza.

Infine, tornando ai 45 milioni di euro menzionati dall’Assessore Bisesti, è stato reso noto come questi saranno utilizzati nelle seguenti quote: 33 milioni di euro per i docenti, 5 milioni al personale Ata, 4 milioni per i bisogni educativi speciali, 3 milioni per arredi e attrezzature, oltre che ad un’integrazione ai budget comunali per coprire gli investimenti straordinari necessari per mettere in sicurezza le strutture.