Merano verso la cancellazione di Via Cadorna, Piave e Marconi

I protagonisti italiani sono ostacolati in Alto Adige.

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La cancellazione di via Cadorna a Merano, che presto potrebbe essere cosa fatta per volere del Consiglio comunale? Un atto di pulizia “linguistica” ammantata di idealismo.

La storia non la si cancella, la si impara, la si usa come monito ma mai la di abbatte come hanno fatto i talebani o l’Isis a Palmira. Oltretutto disagi per tutti i residenti, peraltro, che dovranno cambiare documenti, domiciliazioni delle utenze, targhe, carte intestate.

Ora trionfa il vezzo ideologico in cui si incrocia la sinistra estrema con chi non ha mai fatto mistero di volere abbattere uno ad uno gli elementi di identità storica (nel bene e nel male, che tutti assieme questa identità creano) del gruppo italiano, ossia i secessionisti, fra i primi, si ricorderà, a chiedere atti di questa gravità. Poi tutti li hanno inseguiti.

La smettano di fare facile demagogia: oggi Cadorna, domani sosterranno che sarà Marconi da cancellare perché fu contiguo al fascismo, poi Piave perché fu un luogo delle battaglie di Cadorna. Attenti a questi talebani del 2000. E non girino la faccia altrove gli ipocriti dnche i Merano che siedono oggi in Consiglio comunale e che nulla hanno fatto per evitarlo e anche chi aspira a sedervisi facendo finta di non capire o usando lo stesso linguaggio dell’estrema sinistra che in America ha abbattuto le statue di Cristoforo Colombo all’insegna di una battaglia ideologica irrazionale e distruttiva.

Conteremo uno ad uno chi oggi accetterà di cancellare Cadorna per aprire la strada domani a cancellare Marconi o Piave. E chi tacerà di fronte a questo scempio. Si fermino finchè sono in tempo!

Alessandro Urzì
Consigliere regionale e provinciale di Fratelli d’Italia AANC