Ciclista violenta. 3 denunciati per lesioni personali

L'episodio aveva indignato il quartiere.

In tempi di covid-19, è ben noto, la tensione e la preoccupazione per la rispettiva salute può aumentare e rendere diffidenti e irascibili le persone. Se da un lato un simile atteggiamento potrebbe essere giustificabile, dall’altro la deriva, gli eccessi sono del tutto condannabili.
Ciò è quanto accaduto nella metà del mese di giugno nella centrale via Vittorio Veneto allorquando i toni e gli animi si sono surriscaldati tra il padre della gestrice di un’attività commerciale e una ciclista che, transitando sul marciapiedi prospiciente all’esercizio pubblico, veniva invitata ad usufruire della pista ciclabile posta sull’altro lato della carreggiata.
La donna, non gradendo di essere stata richiamata, incominciava un’accesa discussione con l’uomo, offendendolo e aggredendolo, lanciandogli per di più contro la stessa bicicletta, e dileguandosi subito dopo grazie all’intervento di un avventore del locale.
Ma dopo soli una quindicina di minuti la vittima, presente sempre nell’attività commerciale, veniva raggiunta alle spalle e inaspettatamente aggredita da un uomo che, in compagnia della ciclista, aveva raggiunto il locale.
Nel frangente la vittima veniva ripetutamente colpita con pugni alle spalle e ai fianchi dall’uomo, incitato dalla ciclista urlante.
Anche in questa seconda occasione, l’aggressione terminava grazie all’intervento della figlia della vittima e gestrice del locale che riusciva a far allontanare i due aggressori.
A tal punto la vittima, dolorante per le lesioni riportate, richiedeva l’intervento dei Carabinier. Nel frattempo, con stupore, veniva nuovamente raggiunta dalla ciclista, evidentemente non soddisfatta, in compagnia di un altro uomo, che richiedeva minacciosamente spiegazioni su quanto avvenuto, intimidendo il povero uomo.
L’arrivo dei Carabinieri faceva si che la ciclista si allontanasse frettolosamente. Una volta presa conoscenza della situazione nel suo evolversi nei tre episodi narrati. Iniziavano le attività d’indagini, da subito, l’identificazione dell’uomo dell’ultimo evento che, su due piedi, riferiva di non conoscere bene la donna, in difesa della quale era intervenuto, ma di sapere che è la figlia di un conoscente di cui non sapeva bene l’identità.
Le serrate indagini condotte dalla Stazione CC Trento in ordine all’increscioso e ingiustificabile evento ha permesso in poco più di un mese di addivenire all’identificazione delle tre persone responsabili. Il tutto infatti, con somma sorpresa degli stessi Carabinieri, è partito dallo scoprire che il terzo uomo era poco di meno che il padre della ciclista, e non il conoscente del padre della stessa; da lì il passo è stato breve e si è riusciti a identificare la donna e il compagno convivente della stessa, quale l’uomo che ha aggredito alle spalle la vittima.
Al termine delle aggressioni la vittima si era fatta medicare dal pronto soccorso che gli diagnosticava lesioni guaribili in meno di dieci giorni.
Ora la donna e i due incalliti “giustizieri”, rispettivamente trentini e un uomo albanese, dovranno rispondere del reato di lesioni personali all’Autorità Giudiziaria di Trento.