Dopo il giorno nero della Covid trentina una nuova giornata di screening

Un nuovo aumento di contagi che porta a 20 le persone Covid positive.

Il periodo che abbiamo davanti si presenta molto travagliato per le aziende e per i lavoratori delle imprese e delle attività in proprio: la difficoltà a liberarsi dei contagi viene esplicitata dalla presenza di focolai, che sono circoscritti alle realtà che – in qualche modo – hanno reso possibile la penetrazione del virus nell’ambiente di lavoro. Per questo il futuro nel settore imprenditoriale è difficile e pesante, non solo dal punto di vista economico.

Nella giornata di ieri è tornato il punto informativo alla stampa della task force locale, che si è riunita per dare contezza dei due focolai che in questo momento stanno snocciolando contagi: la “Bartolini” di Rovereto e il nucleo famigliare kossovaro a Pergine.

In entrambi i casi ci sono stati aumenti di contagiati. A questo si unisce il caso della signora nigeriana contagiata e ricoverata nel vicentino, che tiene in sospeso i clienti trentini che hanno avuto contatti con lei.

“Sono venti i nuovi casi di positività al Covid-19 rilevati nelle ultime 24 ore in Trentino dall’Azienda provinciale per i servizi sanitari. I territori interessati sono la Vallagarina – dove negli ultimi giorni è stata avviata un’indagine epidemiologica nel settore della logistica – e la città di Pergine. Nel primo caso, l’analisi del primo stock di tamponi ha portato all’individuazione di 16 persone colpite dal virus, che ora si trovano in isolamento, secondo quanto disposto dalle autorità sanitarie dell’Apss. Nel centro della Valsugana, il focolaio è invece circoscritto ad un unico nucleo familiare. La situazione è stata resa nota questo pomeriggio in conferenza stampa dal presidente della Provincia autonoma di Trento, affiancato dall’assessore alla salute, politiche sociali, disabilità e famiglia, oltre che dal dirigente generale del Dipartimento Salute e Politiche sociali, Giancarlo Ruscitti, dal direttore generale pro tempore dell’Apss, Pierpaolo Benetollo e dal direttore del Dipartimento di Prevenzione, Antonio Ferro. “Si tratta di numeri che colpiscono, ma che non devono spaventare: diamogli il giusto peso” ha osservato il presidente, evidenziando peraltro come “nonostante aziende e singoli cittadini trentini si stiano comportando correttamente, i fattori di rischio esistono, dato che il nostro territorio non è un mondo chiuso”.” Hanno detto in conferenza stampa.

stituita dall’Azienda sanitaria ai primi di marzo, alle porte dell’ondata pandemica, la Centrale territoriale Covid di Trento ha garantito, in questi mesi difficili, una sorta di coordinamento degli interventi sul territorio per la presa in carico dei pazienti Covid non ricoverati, in continuità con i medici di medicina generale e con quelli delle unità speciali di continuità assistenziale. Un luogo di raccordo con gli interlocutori esterni, come i sindaci, le forze dell’ordine, gli altri soggetti pubblici e privati del territorio, in forte integrazione con il Dipartimento di prevenzione. Oggi, il presidente della Provincia e l’assessore alla Salute, accompagnati dal direttore del Dipartimento Salute, Giancarlo Ruscitti e dal direttore generale facente funzioni di APSS, Pier Paolo Benetollo, hanno visitato gli uffici della centrale per ringraziare gli operatori del lavoro svolto in questi mesi.

“Vogliamo ringraziarvi – hanno detto il presidente e l’assessore per l’impegno e la dedizione con cui avete portato e continuate a portare avanti il vostro compito. Se oggi i numeri della pandemia sono sotto controllo, seppur con alcuni focolai che stiamo monitorando, è grazie ad un gioco di squadra che ha permesso al sistema sanitario Trentino di affrontare una situazione più grave di tante altre realtà. L’attività che avete svolto a supporto dei pazienti assistiti al proprio domicilio – ha aggiunto l’assessore – è stata strategica per consentire agli ospedali di assistere tutti quelli che ne avevano bisogno”.Simona Sforzin, direttore dell’Area cure primarie di APSS, ha spiegato al presidente e all’assessore come funziona l’attività della Centrale Covid, che ha raccolto le segnalazioni e coordinato i monitoraggi in remoto di circa 5000 casi Covid e di altrettanti familiari conviventi. Dal mese di giugno, con la drastica riduzione del contagio, la Centrale Covid gestisce tutti i casi positivi della Provincia, dopo che l’igiene pubblica ha eseguito l’inchiesta epidemiologica di ogni caso. Attualmente, le funzioni della Centrale sono la presa in carico del caso Covid positivo, il monitoraggio/coordinamento dei soggetti posti in sorveglianza attiva o in quarantena precauzionale, gli isolamenti preventivi, le richieste tamponi, i domicili alternativi, le informazioni su rientri dall’estero e altre informazioni ad operatori e cittadini. Garantisce, inoltre, garantisce l’invio quotidiano dei nominativi dei casi positivi e casi guariti a sindaci, forze dell’ordine e Protezione Civile.Nella Centrale Covid lavorano due medici e tre coordinatori infermieristici delle Cure Primarie, che garantiscono la presenza sulle dodici ore, sette giorni su sette, in stretta connessione con le équipe di Igiene pubblica dei vari ambiti territoriali dell’Apss. Nei servizi igiene pubblica degli ambiti territoriali lavorano decine di assistenti sanitari e medici che ogni giorno processano decine di segnalazione di medici e pediatri di famiglia ed eseguono inchieste epidemiologiche complete per ogni caso Covid.

CASO BARTOLINI – Con lettera del Dipartimento prevenzione e dopo un nuovo incontro con i vertici aziendali – sono state impartite ulteriori restrizioni, come la sospensione dei turni del pomeriggio, di quelli della sera e la messa in isolamento di tutti i dipendenti, ad eccezione del comparto amministrativo che è risultato negativo ai test e che si trova fisicamente distaccato dalle aree dove si svolgono le altre attività. È stato chiesto di adeguare e redistribuire i locali adibiti a spogliatoio, di mantenere il divieto di utilizzo delle aree di ristoro, infine di effettuare un ulteriore intervento di sanificazione speciale di tutti i reparti e locali accessori della ditta.
Domani sono attesi infine gli esiti del terzo stock di tamponi (una settantina) eseguiti sui cosiddetti padroncini che collaborano con la ditta in cui è stato isolato il focolaio ed alla quale è stato richiesto di coordinarsi con le altre ditte coinvolte nel processo produttivo per attuare, ciascuno per la parte di propria competenza, le misure prescritte.(gp)