Open Arms, Salvini lasciato solo. Berlusconi: “l’uso politico della giustizia l’arma della sinistra per liberarsi degli avversari”

“Vado avanti, a testa alta e con la coscienza pulita, guarderò tranquillo i miei figli negli occhi perché ho fatto il mio dovere con determinazione e buonsenso”. “Chi mi manda a processo – è il passaggio con cui ha chiuso il suo intervento – mi fa un regalo. Ci vado a testa alta convinto che il tempo è galantuomo”. A ribadirlo è il leader della Lega, Matteo Salvini, che ieri si è visto recapitare – ancora in viaggio per Milano Marittima (direzione Papeete) l’esito di quel voto tanto atteso in Senato. Un voto che nel giro di poco tempo, per la seconda volta, l’ha visto sottoposto a giudizio; prima per il caso della Gregoretti, poi Open Arms. Ma questa volta con esito positivo: per lui sarà processo.

“Siamo di fronte a una maggioranza che sceglie la via giudiziaria e non quella democratica di libere elezioni per battere i suoi avversari politici”. Ribadisce – un po’ ricalcando quella linea Berlusconiana che negli anni ha coinvolto il leader di Forza Italia – Matteo Salvini. Ed è proprio il Cavaliere che, commentando il voto, ha ribadito, dando il suo sostegno al leader del carroccio, come “ancora una volta, l’uso politico della giustizia sia l’arma con la quale la sinistra vuole liberarsi degli avversari”. Un commento che, dopo gli ultimi scandali che hanno coinvolto la magistratura, ha fatto subito eco alla sua esperienza politica passata e al suo rapporto con la magistratura.

“E’ lo stesso metodo – ricorda l’ex premier – che hanno usato contro di me. Con 96 processi e 3636 udienze”. Verrebbe da dire, effettivamente; alla faccia della linea garantista. E a tal proposito proprio il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, era “l’osservato speciale”. Eppure questa volta, dopo lo scorso salvataggio sul caso della Gregoretti, l’ago della bilancia è dipeso proprio dal senatore ed ex Premier, che ha votato favorevolmente l’autorizzazione a procedere contro il leader leghista. Alla fine Italia Viva ha cambiato idea rispetto al voto in Giunta, mandando a giudizio il segretario leghista. Renzi ha ammesso che Salvini “non agì per interesse pubblico” e quindi va processato.

Tuttavia ha definito il rapporto magistrati-politica “l’elefante nella stanza”, arrivando a chiedere che a settembre “maggioranza e opposizione si siedano intorno ad un tavolo e inizino a discutere del rapporto tra magistratura e politica”.

Sui social, tra i vari commenti, anche quello dell’eurodeputato della Lega Angelo Ciocca, che ha tuonato:

“Ci vogliono fare fuori”.

 “Chi mi manda a processo – è il passaggio con cui ha chiuso il suo intervento Salvini – mi fa un regalo. Ci vado a testa alta convinto che il tempo è galantuomo”.