La destra in crisi può vincere. La Francia modello per l’Italia

Come l’Unione europea ha screditato l’Europa, così i Verdi screditano l’ecologia. 

Basterebbe questa affermazione di Alain de Benoist per replicare a chi, a destra, si chiede polemicamente se di De Benoist “abbiamo bisogno”, se “ci serve a qualcosa”. Indubbiamente l’intellettuale francese “serve” più di coloro che, non capendo nulla di ambiente, risolvono tutto dal basso della propria ignoranza sostenendo che l’ecologia “è roba di sinistra”.

Lasciando così spazio ai gretini che capiscono altrettanto ma che sfruttano l’onda verde. Ma l’intervista rilasciata a Nicolas Gauthier offrirebbe anche altri motivi di interesse per i destri che si degnassero di leggerla. Soprattutto per ciò che riguarda le chances di Marine Le Pen in vista delle presidenziali del 2022. Madame Le Pen, dopo la brutta sconfitta contro Macron, ha affrontato una fase difficile. Da cui non è ancora uscita nonostante il cambio del nome del partito. E le recenti amministrative, nonostante qualche successo sporadico, non hanno evidenziato un buono stato di salute della destra transalpina. 

De Benoist, tuttavia, sostiene che questa volta Le Pen ha più possibilità di successo in un eventuale ballottaggio con Macron. Più per demeriti dell’attuale presidente che per meriti propri, ma non si può avere tutto, ed in politica ciò che conta è governare, come nel calcio conta vincere fosse anche con un rigore inventato da Rocchi al 90*..

Macron ha deluso tutti e difficilmente sarà in grado di ribaltare la situazione. Una politica interna scriteriata, una politica economica disastrosa. 

Dunque Marine Le Pen potrebbe approfittare di un voto popolare che è mancato alle amministrative per una diserzione di massa delle urne. E senza la concorrenza di Mélenchon che ha preferito abbandonare la politica popolare per trasformarsi in sostenitore della gauche caviar politicamente corretta ed immigrazionista. 

Ma c’è un’incognita. Macron potrebbe non arrivare al ballottaggio, con uno scontro finale tra Le Pen ed un rappresentante della sinistra alleata ai Verdi. Magari una donna, magari quella Anne Hidalgo che è stata riconfermata sindaco di Parigi. E per la destra sarebbe di nuovo sconfitta, a meno di riuscire a mobilitare tutta quella Francia profonda che non ama Parigi e che non ne è amata. 

“Ci serve De Benoist?”. Sicuramente sì, perché la Francia è vicina e gli errori transalpini ricordano molto quelli al di qua delle Alpi. L’incapacità di varare un piano ambientale credibile accomuna le destre italiane e francesi, anche se l’Italia non ha un movimento verde credibile. Proprio per questo delle proposte intelligenti e non banali potrebbero consentire di conquistare un elettorato in cerca di rappresentanza.