Gli ospiti delle RSA stanno morendo di solitudine: l’appello da parte dei famigliari all’Assessore Segnana

Stanno morendo di solitudine gli ospiti delle RSA in Trentino dopo che la Fase 2 e la Fase 3 li ha totalmente dimenticati e per questo motivo i rappresentanti dei familiari di molteplici Rsa del Trentino hanno chiesto un incontro urgente con l’Assessore Provinciale alla Sanità, Stefania Segnana, al fine di suggerire una revisione delle norme e modalità di visita ai residenti delle strutture assistenziali, alla luce del post Covid. La lettera di richiesta dell’incontro è stata condivisa dall’Ordine dei medici e da altri ordini professionali della Provincia.

I firmatari della lettera di richiesta chiedono di addivenire a “rapide soluzioni migliorative” delle norme di riapertura imposte del governo a seguito dell’emergenza corona-virus, ribadendo di voler continuare a tutelare massimamente la sicurezza dei residenti delle strutture.

“Ci siamo riuniti –scrivono i rappresentanti dei Comitati – allertati dagli effetti devastanti delle chiusure che ravvisiamo sui nostri parenti, fortemente segnati dal lungo distacco. Il confronto attivo, prima tra noi rappresentanti e poi con i parenti degli ospiti che siamo a rappresentare, testimonia infatti giorno dopo giorno una situazione sempre più preoccupante che crediamo necessario portare alla Sua attenzione.

Scriviamo questo convinti che misure a favore del benessere psico-fisico dei nostri cari, anziani, malati, invalidi e disabili all’interno delle strutture, a distanza di 5 mesi dal distacco imposto dalle chiusure, possano essere adottate, anche con un’auspicabile rapida revisione dei Protocolli, senza compromettere in alcun modo la sicurezza, che concordiamo essere primaria e fondamentale per tutti, nel quadro complessivo della sanità pubblica.”

Nella lettera i firmatari identificano le problematiche che li hanno spinti a richiedere una urgente revisione dei protocolli, quali – ad esempio – l’assoluta mancanza di contato fisico ed emotivo tra gli ospiti ed i loro familiari, le modalità di visita che non consentono turnazioni di visita opportune, l’impossibilità di visita alle persone allettate che tuttora permane in molta Rsa, lo stile di vita alla quale gli ospiti sono costretti, nonché il danno psicofisico causato sugli ospiti dalla situazione di chiusura e dal distacco dai propri familiari e parenti.

I rappresentanti forniscono anche delle proposte e richiedono nella lettera di poter dar voce ai familiari delle Rsa in sede di decisioni odierne e future in merito a questi temi.