Corrarati (CNA Trentino): “Cittadini più attenti, ma la sanità sia pronta e veloce”

ROMA 21 MARZO 2018 RIUNIONE DELLA DIREZIONE NAZIONALE DI CNA NELLA FOTO ANDREA SANTOLINI

Manca la cultura della nuova normalità“. Lo afferma Claudio Corrarati, presidente della CNA Trentino-Alto Adige, commentando gli ultimi sviluppi dell’epidemia da Covid-19 in regione. “Il ritorno dei contagi – prosegue Corrarati – dimostra quanto CNA aveva già annunciato settimane fa: non rispettare le regole base potrebbe creare problemi“.

Ora siamo di nuovo a vedere l’effetto delle prime restrizioni che, per l’economia, significano problemi e rischi di fallimento” sostiene il presidente della CNA. “Purtroppo non si è capito che, fino a quando non si troverà la soluzione con un vaccino o una cura molto efficace, dobbiamo vivere una nuova normalità, fatta di igiene, pulizia, distanze e dispositivi di protezione. Tutti, dai più piccoli agli anziani. Solo così possiamo convivere con il virus e mantenere le nostre attività aperte“.

La CNA Trentino-Alto Adige rammenta anche che i protocolli di settore e aziendali firmati con le parti sociali non sono mai venuti meno. Le aziende hanno messo nero su bianco cosa deve essere fatto e lo applicano. Adesso, però, serve la responsabilità di tutti i cittadini che, nel tempo libero, così come nel lavoro, devono mantenere un comportamento virtuoso.

L’Associazione degli Artigiani e delle Piccole e Medie Imprese non nasconde le criticità: “I tamponi fotografano l’istante, ma non sono in grado di fornire una risposta assoluta. Dovrebbero essere fatti ogni settimana a tutti, ma non è possibile. A oggi mancano anche le strutture di laboratorio, costringendo chi esegue i tamponi a spedirli fuori regione per ottenere l’esito. Non possiamo confidare solo nel tampone come soluzione ai problemi. Torniamo tutti ad un comportamento attento e rispettoso delle regole“.

Un monito rivolto anche al Sistema Sanitario Territoriale: “Deve organizzarsi per far fronte ad analisi strumentali in grande quantità e in tempi brevi, senza attendere risposte da altri laboratori fuori dai territori provinciali. Se non aumentiamo la capacità di analisi dei numeri, sui nostri territori dovranno rimanere isolati coloro che sono in attesa della risposta: niente attività sociali e niente lavoro, con conseguente pericoloso rallentamento dell’economia“.

Corrarati sottolinea anche la necessità di applicare regole adatte ai singoli centri urbani: “Un esempio è Bolzano che, durante il giorno, viene visitata da migliaia di persone, magari in villeggiatura nelle valli, mentre di sera ha un movimento prettamente locale. La Fase 3 deve essere caratterizzata da un richiamo nuovo a regole vecchie, ma con una declinazione territoriale delle regole in base al grado e alla tipologia di rischio. I sindaci esaminino attentamente e agiscano nei margini consentiti dalle ordinanze provinciali e nazionali“.