Riconoscimenti speciali 68° @TFF2020

Premio “Mario Bello”

Istituito dal Centro di cinematografia e Cineteca del Club Alpino Italiano al film che meglio rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano.

Il premio, in memoria della figura di Mario Bello, viene assegnato al miglior film, tra quelli ammessi alla Categoria Alp&Ism del Trento Film Festival – preferibilmente di un regista che non abbia ancora compiuto i 40 anni, che rappresenti l’alpinismo nei suoi molteplici aspetti di avventura umana, culturale, tecnica, di rispetto dell’ambiente, di valorizzazione e promozione delle popolazioni che vivono nelle Terre Alte, delle loro culture e tradizioni, e che rispecchi i valori e gli ideali del Club Alpino Italiano.

La giuria composta dal Presidente del CCC Angelo Schena, da Nicoletta Favaron, Michele Ambrogi e Carlo Ancona, ha deciso di assegnare il Premio “Mario Bello” al film:

Anba – Au Coeur d’Haiti

di Cellier Vladimir (Francia, 2018, 24’)

MOTIVAZIONE – Il film coniuga povertà estrema, bellezza del paesaggio e disperazione dei resti di un duplice colonialismo (l’estrazione della canna da zucchero prima, l’invasione turistica poi) naufragato con i disastri di una dittatura distruttiva, un terremoto devastante, il colera, l’uragano Matthew. Su tutta la tragedia emergono però il sorriso di Y Hope (“people were smiling…”), le musiche affascinanti suonate con strumenti elementari, il messaggio mistico di antichi riti voodoo, ritrovati nella dimensione dello spavento di entrare nella grotta. Una narrazione fresca e inusuale in riferimento a tematiche di natura sociale e antropologica. L’alpinismo nella sua parte più nascosta, una continua ricerca in profondità, nelle viscere della terra per conoscerla più a fondo. Una forzatura culturale, se vogliamo, per un popolo che fonda la sua cultura su danze tribali e riti propiziatori discendenti dalla più radicata tradizione africana da cui la popolazione creola di Haiti discende. Un passato di schiavitù, di lotte, di sfruttamento. Un presente incerto volto alla costruzione di un futuro probabilmente migliore, attraverso un modo nuovo di coinvolgere la gente nella inusitata attività della speleologia. Il tutto con la consapevolezza che le forze della natura e degli spiriti sono comunque più forti di quelle dell’uomo. Un sorriso stampato sul viso, canti, danze…in fondo questo forse è l’insegnamento più grande che arriva al mondo occidentale: comunque vada…si può sempre ripartire!

Premio RAI

Premio al miglior documentario d’attualità assegnato dalla Sede Rai di Trento.

La Giuria composta da Sergio Pezzola (Direttore della Sede RAI di Trento), Waimer Walter Perinelli – (giornalista) e Giorgio Balducci (Programmista Regista) designa vincitore del premio Rai 2020 nell’ambito del Trento Film Festival il documentario 

Pratomagno

di Gianfranco Bonadies, Paolo Martino (Italia, 2019, 29’)

MOTIVAZIONE – Il documentario realizzato con tecnica mista, recitazione ed animazione, racconta la scelta del giovane gambiano Sulayman, pastore di capre a Pratomagno, sulla dorsale appenninica, di tornare nella sua patria d’origine, lasciando la famiglia dove vive e lavora. Alberto è un bimbo biondo e riccioluto amico di Sulayman. E’ lui che da adulto torna a Pratomagno per farci rivivere una storia d’immigrazione, fatica, ma anche di amicizia e solidarietà, uguale a tante altre. Il mare e la pioggia torrenziale fanno da scenografia: avvolgono i fatti. L’acqua è custode dei ricordi, barriera o sentiero fra continenti, fonte di vita o di morte. La giuria ha apprezzato la sintesi e i diversi piani di narrazione, con il passato recitato ed il presente, cruento e impietoso, affidato all’animazione. La musica accompagna il dialogo sintetico e rarefatto, di persone travolte ma non domate dalla vita.

Premio Dolomiti Patrimonio Mondiale UNESCO

Istituito dalla Fondazione Dolomiti UNESCO e dalla SAT Società Alpinisti Tridentini al miglior film che documenti la consapevolezza delle comunità rispetto agli eccezionali valori universali riconosciuti da UNESCO e la capacità di una conservazione attiva del territorio.

La giuria costituita da Maria Carla Failo (Presidente), Annibale Salsa, Riccardo Decarli ha deciso di assegnare il premio al film:

Vulnerabile bellezza

di Manuele Mandolesi (Italia, 2019, 75′)

MOTIVAZIONE – La storia di questa giovane famiglia che decide, dopo il terremoto nel Centro Italia del 2016, di rimanere nella propria terra e di ricostruire, in mezzo a mille difficoltà, la propria vita, ci ricorda ancora una volta che non siamo noi a dettare le leggi alla natura, ma che dobbiamo cercare con essa un rapporto di rispetto, che diventa anche di reciproco vantaggio.

I motivi del premio che viene assegnato al film Vulnerabile bellezza sono in parte gli stessi che hanno attribuito alla giovane protagonista, l’allevatrice Michela, il premio per la biodiversità nell’agro alimentare della regione Marche nel 2017. La sua decisione di recuperare l’allevamento di una razza ovina presente sui Sibillini fin dal XVIII secolo, ma ormai quasi del tutto scomparsa, diventa non solo incentivo per dare avvio a una filiera agroalimentare che coinvolga anche altre attività produttive, ma rappresenta anche la rigenerazione dei pascoli in quota, oggi in gran parte abbandonati e il cui recupero è invece fondamentale per la biodiversità ambientale.

Una scelta di vita che nasce, e non altrimenti potrebbe essere, da un forte legame con la terra, gli animali e l’ambiente naturale, che viene presentato con splendide immagini nelle varie stagioni; legame vissuto profondamente e quotidianamente, alimentato da un intenso e reciproco rapporto con i diversi luoghi vissuti e praticati da Michela, Stefano e dai piccoli Diego ed Emma, componenti a tutti gli effetti della famiglia. 

Protagoniste del racconto sono anche la tenacia femminile nella scelta di un progetto di vita e di lavoro da condividere con la famiglia e la perseveranza nel volerlo realizzare con realismo e positività. Credere profondamente in un sogno permette fin da subito di realizzarlo almeno in parte.

Premio Solidarietà Cassa Rurale di Trento

Istituito dalla Cassa Rurale di Trento all’opera, film, documentario, che meglio racconti il concetto di solidarietà fra le persone e le comunità.

La Giuria del “Premio Solidarietà Cassa di Trento” composta da componenti dell’Area Relazioni Esterne di Cassa di Trento e presieduta dal Responsabile di “Ufficio Soci e Comunicazione” Franco Dapor ha deciso di assegnare il Premio al film:

Cholitas 

di Jaime Murciego e Pablo Iraburu (Spagna, 2019, 80’)

MOTIVAZIONE – Cinque donne coraggiose – espressione della cultura del popolo Aymara che vive l’esistenza individuale in stretta connessione con la vita della Comunità – decidono di realizzare i loro sogni e le loro aspirazioni salendo sulla cima del Monte Aconcagua, la montagna più alta del continente americano. Lo faranno portando con sè le loro tradizioni – espresse anche nel pittoresco abbigliamento – ma dall’esplorazione ricaveranno maggiore forza e nuove consapevolezze. Sapranno superare insieme, infatti, paura e fatica, imparando la lezione magistrale della montagna. Il viaggio in tale aspra bellezza le renderà infatti più unite nel sentimento solidale offrendo loro, inoltre, l’apprendimento di una visione di libertà e di completezza nella ricognizione anche interiore delle loro anime, arricchendole con nuove risorse di dignità umana e di valori di affrancamento ed emancipazione: “…nessuno andrà troppo avanti o resterà indietro, noi tutte saremo insieme, perché il gruppo infonde una forza speciale”.

Premio Studenti Università di Trento, Bolzano e Innsbruck

Istituito dalle Università di Trento, Bolzano e Innsbruck a un’opera di particolare valore culturale realizzata da un autore di età inferiore ai 33 anni.                

La giuria internazionale studentesca formata da Riccardo Parola (Università di Trento), Amna Khan (Università di Trento), Luca Scazza (Università di Trento), Isabella Panigada (Università di Bolzano), Judith Prugger (Università di Bolzano), Luisa Maria Heindl (Università di Bolzano), Nicole Pratelli (Università di Innsbruck) e Alberto Geat (Università di Innsbruck) ha deciso di assegnare il premio speciale 2020 proposto da questi enti a:

Croste di polenta

di Emanuele Bonomi (Italia/Regno Unito, 2018, 20’)

MOTIVAZIONE – Croste di Polenta riesce a inscenare in modo impressionante ed emozionante l’atmosfera del periodo bellico in Alto Adige attorno al 1915 attraverso l’impiego degli insegnamenti della tradizione cinematografica. Per questo motivo argomenti come appartenenza nazionale e crudeltà della guerra non sono imposti allo spettatore, ma sta a lui decidere se il cortometraggio è una narrazione visiva di due giovani che cercano di sfuggire agli eventi, o se è un invito ad affrontare questi argomenti. La giuria desidera sottolineare in particolare la splendida fotografia delle montagne e la palpabile dedizione con cui è stato prodotto il film.

La giuria ha assegnato anche una Menzione speciale al film:

Con le mie mani

di Mattia Venturi (Italia, 2020)

MOTIVAZIONE – La giuria ha deciso di premiare il film Con le mie mani con una menzione speciale, data la sua capacità di ricordare in modo calmo e piacevole l’importanza della natura per l’essere umano. Lo sguardo onesto sulla regione suscita interesse, e raccontando quattro diverse storie di vita lo spettatore è sempre toccato da momenti dove viene evidenziato il legame fra l’uomo e la montagna.

Premio MUSE Videonatura

Istituito dal MUSE – Museo delle Scienze di Trento all’opera più originale, per soggetto, sceneggiatura e montaggio, nel racconto di temi quali natura, ambiente, sostenibilità e cambiamenti climatici.

La giuria del Premio MUSE, composta da Michele Lanzinger (Presidente), Davide Dalpiaz e Fabio Pupin, ha deciso di assegnare all’unanimità il premio al film:

Sidik and the Panther

di Reber Dosky (Paesi Bassi, 2019, 83′)

MOTIVAZIONE – Il leopardo persiano, una delle sottospecie meno studiate di questo straordinario felino, è in imminente pericolo di estinzione nel suo areale mediorientale: ne rimangono ormai solo poche centinaia. Da decenni Sidik vaga per le montagne del Kurdistan iracheno cercandolo col suo vecchio binocolo e raccoglie le testimonianze degli abitanti del luogo su una presenza che, dopo anni di sanguinosi conflitti, sembra ormai un lontano ricordo. È convinto che prima o poi il leopardo tornerà. Le montagne, a cui il popolo curdo è legato indissolubilmente nonostante qualunque avversità, potranno allora diventare area protetta e finalmente rinascere. In una contemporaneità che rende sempre più alienato il rapporto con la natura (magnifica la scena in cui Sidik mostra ai due figli un gruppo di storni rosei su un albero in fiore, senza riuscire a distoglierli dai loro tablet), giova ricordare come molte delle prime aree protette siano nate sulla spinta della salvaguardia di “specie bandiera” come nel caso dello stambecco per il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Nella sua missione di sensibilizzazione il MUSE trova una risonanza importante in opere come questa, che attraverso un approccio personale e poetico sottolineano la capacità dell’uomo di essere tanto il problema quanto la soluzione.

Premio Museo Usi e Costumi della Gente Trentina

Istituito dal Museo degli Usi e Costumi della Gente Trentina al film che meglio rappresenta con rigore documentario etnoantropologico, gli usi e costumi delle genti della montagna.

La giuria composta da Giovanni Kezich (Presidente), Daniela Finardi, Antonella Mott, Caterina Sartori, assegna con voto unanime il premio al film:

Suspensión

di Simón Uribe (Colombia, 2019, 73′)

MOTIVAZIONE – Frutto di una ricerca filmica prolungata e attenta in un contesto ambientale difficile, il film conduce direttamente al cuore del problema che in tutto il mondo lega le comunità di montagna alle vie di comunicazione che ne garantiscono i collegamenti elementari. Così, sospesa tra indifferibili necessità sociali e insormontabili difficoltà di realizzazione, l’arrischiata vicenda delle grandi opere della viabilità montana sembra poter rappresentare molto bene la condizione specifica di comunità umane sempre in bilico tra forzata solitudine e omologazione incombente.

Premio BIM

Istituito dai quattro BIM (Bacini Imbriferi Montani) della Provincia di Trento e assegnato al miglior film che documenti azioni di attenzione e tutela dell’ambiente e delle risorse naturali, con particolare riferimento all’acqua.

La giuria del Premio BIM composta da Michele Bellio, Alessandro Togni, Marcello Riccadonna, Filippi Gilli, assegna il premio al film:

Con le mie mani

di Mattia Venturi (Italia, 2020, 69’)

MOTIVAZIONE – Muovendo dai tragici avvenimenti della tempesta Vaia del 2018, affrontati con pudore e toccante rispetto, il racconto intessuto dal regista e dal cosceneggiatore si muove con semplicità, ma senza banalità, lungo una simbolica scalata alla vetta. I quattro protagonisti ci restituiscono il lato umano della montagna, declinando l’importanza di quest’ultima in percorsi personali variegati ed affascinanti. Su tutto emerge la necessità di partecipare attivamente all’esperienza sensoriale, come suggerito dal titolo, sia essa quella del brivido di una scalata ad una parete vergine, o la percezione della vita in luoghi impensati, o ancora la fisicità di un legno boschivo che si trasforma in arte, in musica, in emozione. Il sentire di ciascun individuo partecipa al quadro generale, permettendo al film di affrontare riflessioni attuali come le conseguenze dei cambiamenti climatici e la riduzione delle fonti d’acqua d’alta quota. Ma sono prevalentemente le ricerche personali ad arricchire il quadro, ponendo interrogativi esistenziali sul senso dell’esperienza alpinistica, sulla difficoltà di coniugare i ritmi contemporanei con il naturale scorrere del tempo e sulla necessità di vivere la montagna in maggiore sintonia con la natura.

In questa logica di approfondimento emozionale, impreziosita da frammenti di repertorio e mai forzata da un montaggio pulito e lineare, trova espressione la valutazione della giuria, volta a ricordare lo storico ruolo del BIM nel sostenere chi vive in montagna e in relazione alla montagna. Le storie raccolte in questo lavoro appaiono esemplari dell’incredibile varietà umana che muove dall’ambiente cui è dedicata la nostra attenzione, con particolare attenzione a chi ne sa esplorare con rispetto gli spazi, a chi dedica la sua esistenza a studiarne l’evoluzione per garantirne la tutela, a chi ne sfrutta sapientemente i doni, trasformandoli in ulteriore rinnovabile risorsa.

Premio CinemAMoRE

Alla miglior opera della sezione Orizzonti Vicini, dedicata ai film prodotti o girati in Trentino Alto Adige, agli autori, case di produzione e scuole di cinema della regione, alle storie e al racconto del territorio. Istituito dai tre Concorsi cinematografici di levatura internazionale del Trentino: Rassegna Internazionale Cinema Archeologico di Rovereto, Trento Film Festival e Religion Today Filmfestival.

La giuria del Premio CinemAMoRe, composta da Claudia Beretta (per la Rassegna Internazionale del Cinema Archeologico), Tommaso Bonazza (per il Trento Film Festival) e Andrea Morghe (per Religion Today) ha deciso all’unanimità di assegnare il premio al film:

One More Jump

di Manu Gerosa (Italia/Svizzera/Libano, 2019, 83’)

MOTIVAZIONE – Con uno stile cinematograficamente maturo ed essenziale, il documentario di Manu Gerosa cattura in presa diretta la tutt’altro che ordinaria vicenda umana e sportiva dei ragazzi del Gaza Parkour Team. Le acrobazie mozzafiato compiute dai giovanissimi atleti palestinesi, carichi di sogni e speranze per il proprio futuro, divengono il contrappunto estetico della precaria e sospesa esistenza degli abitanti della Striscia di Gaza. La forza del soggetto, delle scelte registiche e la poetica senza fronzoli della narrazione si uniscono con mirabile coesione all’utilizzo di nuovi mezzi cinematografici quali action-cam e droni. Gli scheletri degli edifici bombardati sono il playground dal quale spiccare un altro salto – one more jump – verso il miraggio europeo o semplicemente verso una maggiore libertà.

La Giuria ha inoltre deciso di assegnare una menzione speciale al film:

Le creature di Andrea

di Thomas Saglia (Italia, 2019, 75’)

MOTIVAZIONE – Con la sua spassosa e ben strutturata opera d’esordio Le creature di Andrea, Thomas Saglia dimostra di aver raggiunto una distinta maturità registica. La personalità travolgente e spontanea del vulcanico pittore lagarino Andrea Fusaro incontra quella più pacata e razionale del collega artista e patrocinatore Osvaldo Maffei in uno scambio-confronto non privo di tratti comici. Le felici scelte musicali, insieme agli elementi fotografici e di montaggio, concorrono alla creazione di un ritratto delicato ma dai colori vibranti, proprio come nell’arte di Andrea.

Premio Forum trentino per la pace e i diritti umani

Istituito dal Consiglio provinciale di Trento – Forum trentino per la pace e i diritti umani trentino per la pace e i diritti umani volto a premiare l’opera/film/documentario che descriva ed esprima al meglio la tematica del rispetto dei diritti umani.

La giuria del Premio “Forum trentino per la pace e i diritti umani”, composta dal Presidente di giuria Massimiliano Pilati, e dai membri Katia Malatesta, Gabriele Piamarta, Maddalena Recla e Riccardo Santoni ha deciso di assegnare all’unanimità il premio al film: 

Cholitas

di Jaime Murciego e Pablo Iraburu (Spagna, 2019, 80’)

MOTIVAZIONE – Per la capacità di intrecciare in un avvincente racconto di empowerment femminile temi e valori prioritari della cultura dei diritti umani e della dignità della persona, mettendo in luce il ruolo delle donne e delle popolazioni indigene nella difesa, nella conservazione e nella valorizzazione della natura, in parallelo con l’evidenza di una comunità globale tra chi prova attaccamento e amore per l’ambiente, come le cholitas e le guide alpine, il premio del Forum trentino per la pace e i diritti umani è attribuito al film Cholitas di Jaime Murciego e Pablo Iraburu, testimonianza preziosa di quanto il valore del mettersi in gioco in prima persona non sia determinato solo dal risultato finale, ma soprattutto dal percorso che si intraprende.