Covid-19. Gli U.S.A. pronti a vaccino entro novembre, per Speranza invece: “prime dosi entro la fine dell’anno”

“Stiamo investendo molto sul vaccino perché lo riteniamo la soluzione vera a cui l’Italia, l’Europa e tutti i Paesi del mondo stanno lavorando”.

È iniziato con queste parole l’intervento con il quale, il Ministro della Salute Roberto Speranza ha voluto fare il punto della situazione sulla situazione legata all’epidemia di coronavirus e al vaccino che potrebbe contribuire in maniera sensibile a migliorare la situazione.

Il Ministro Speranza ha inoltre chiarito gli ottimi rapporti con Germania, Francia e Olanda, atti a rinvigorire l’unità europea in campo vaccinale, facciano ben sperare. Aggiungendo di essere convinto del fatto che tutti gli sforzi compiuti dal comparto scientifico porteranno, con l’augurio che avvenga nel minor tempo possibile, a dei risultati.

Parlando nello specifico del vaccino, Roberto Speranza si è lasciato andare a dichiarazioni piuttosto ottimistiche: “il contratto prevede che se le cose andranno bene, se ci sarà una validazione, i dati al momento sono incoraggianti, potremo avere le prime dosi già entro la fine dell’anno e poi ancora l’inizio dell’anno successivo. Dobbiamo insistere e continuare ad investire perché il vaccino è la soluzione vera al problema che abbiamo di fronte”.

Infine, sempre parlando del possibile vaccino, il Ministro ha ricordato come l’Italia, attraverso l’azienda di Pomezia, sarà sicura protagonista di tale operazione, affermando: “questo è il contratto che è stato sottoscritto con Astrazeneca il vaccino di Oxford il cui vettore virale è fatto a Pomezia e il cui infialamento avverrà ad Anagni, quindi con un’Italia fortemente protagonista in questa sfida. Oggi è un candidato vaccino, quindi ci vuole grande prudenza”.

Queste dichiarazioni arrivano quasi in contemporanea ai rumors provenienti dagli Stati Uniti, e riportati da ANSA, che affermano come gli U.S.A. sarebbero pronti a rilasciare il vaccino già dalla prossima fine di ottobre. Indiscrezioni infatti, affermano come il Center for Disease Control and Prevention avrebbe avvisato le autorità sanitarie statunitense di prepararsi alla distribuzione del vaccino agli operatori sanitari e alle categorie più deboli tra fine ottobre e inizio novembre. 

Inoltre, sempre gli Stati Uniti, si sono chiamati fuori dalla possibilità di collaborare all’iniziativa, di carattere mondiale per lo sviluppo, la produzione, la distribuzione del vaccino contro il coronavirus. Con la stessa Casa Bianca, per bocca della sua portavoce Judd Deere, che ha affermato: “Gli Stati Uniti continueranno a collaborare con i partner internazionali per assicurare la sconfitta del virus, ma non saranno limitati da organizzazioni multilaterali influenzate dalla corrotta Organizzazione Mondiale della Sanità e dalla Cina.”