Una nuova gestione APT per Trento, secondo Maestranzi

Capolista per la lista Rinascimento Trento per Marcello Carli Sindaco

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“Trento ha bisogno di una APT gestita in maniera professionale a partire da un direttore che sia conforme alla legge provinciale; una persona laureata e scelta tramite un bando.” E’ una delle battaglie del Capolista Dario Maestranzi, il quale il 27 maggio 2019 presentava una relazione su incarico del Comune di Trento, Consigliare, per verificare lo stato dell’arte di Apt Trento e Valle dei Laghi (Scarl).

Trattandosi di una ‘società consortile con una partecipazione pubblica (dicembre 2018) del 35% ma finanziata (consultivo 2018) per il 49,82% da fondi pubblici che ammontano a euro 1.681.000’ come si legge nella relazione, è giusto, secondo la tesi di Maestranzi, che vi sia trasparenza e nella gestione dei finanziamenti, e nella scelta del personale e nella stesura di una linea di programmazione per lo sviluppo del settore, per quanto possa fare una APT.

E sarebbe anche e specialmente in questo che la posizione dell’attuale Direttrice, incaricata e non selezionata per concorso, merito o titolo ma rinnovata ‘in data 14 dicembre 2018 all’Ordine del Giorno del Cda per l’ultimo rinnovo del contratto
la Signora Elda Verones‘ diventa fragile: l’attuale attività della APT infatti risulta carente di un IV obiettivo di massima, la programmazione per lo sviluppo del settore.

Maestranzi auspica un cambiamento coerente ” come per tutti gli altri direttori delle APT che conosco, che sono scelti sulla base delle credenziali e del curriculum come previsto dalla legge provinciale che ho citato – sostiene – la prima cosa da fare è interloquiore con la APT e finché non vi sarà un direttore scelto attraverso i canoni dettati dalla legge provinciale il committente non dà più soldi”.

La gestione cittadina dei soldi che sono destinati dal pubblico all’APT che li usa anche per finanziare in modo non trasparente altre associazioni, in prevalenza l’associazione Charly Gaul, non convince: “Non sono convinto che siano ben gestiti. Tutti i soci di APT devono fare un ragionamento del genere. Ci sono persone che non hanno lavoro perché non gli viene creato sul piano del turismo, chissà quanti posti di lavoro potrebbero venire da un buon funzionamento di APT. Per il resto esiste un rinvio a giudizio.” Dice Maestranzi.

La situazione dal punto di vista giuridico è abbastanza chiara e la Corte dei Conti ha dato in prima istanza ragione, premiando il lavoro di Dario Maestranzi: “Prima della discussione scrissi al Presidente Bertagnolli e per conoscenza a Lei Signor Sindaco
chiedendo: “…se si ritiene conforme alla legge provinciale in materia che l’individuazione del ruolo di direttore di un Apt non avvenga tramite bando di concorso.” Tali dubbi furono avvallati formalmente anche dal Collegio dei Sindaci che scrisse: “…il Consiglio di Amministrazione di A.P.T. ha deliberato il rinnovo triennale del Direttore in essere Sig.ra Elda Verones, il Collegio Sindacale rileva la necessità di verificare presso la P.A.T., che ha emanato la L.P. 17.06.2010, n. 14, i seguenti passaggi: 1) se il deliberato rinnovo del Direttore, diversamente dalla nomina, consenta di non effettuare l’esperimento di una procedura selettiva; 2) se la procedura selettiva di nomina del Direttore debba essere effettuata a mezzo di
concorso pubblico, essendo A.P.T., al momento della nomina, partecipata dai seguenti enti pubblici o società a partecipazione interamente pubblica: – comuni di Aldeno, Cavedine, Cimone, Garniga Terme, Madruzzo, Trento, Vallelaghi, Comunità della Valle dei Laghi, Trentino Trasporti s.p.a., Trento Fiere s.p.a. per un totale di n. 48 quote su 138, pari al 35% del capitale sociale.

Sono alcuni stralci della Relazione presentata in Consiglio e inviata al Sindaco uscente Alessandro Andreatta in cui si evidenzia che – dal punto di vista politico – il meccanismo aveva preso in carico la situazione, ma con evidente mancanza di volontà da parte della maggioranza di risolvere le questioni critiche.

Preme sottolineare che se a certi risultati di trasparenza e conformità normativa (conflitto interessi, contratto Apt-Asd, modello 231, nomina Comitato Esecutivo, dubbi sul contratto di rinnovo) si è giunti lo si deve esclusivamente alla tenacia di un manipolo di amministratori del CdA che nonostante le beffe (quante volte mi sono sentito dire anche da lei signor Sindaco“siete due su diciotto possibile che negli ultimi 10 anni solo voi vi siate accorti di tali situazioni?” si legge. (MC)