Sacro Cuore, i sindacati si muovono solo per casi di interesse politico? Scontro tra Ianeselli e Merler

La campagna elettorale per le elezioni comunali di Trento è stata incendiata dal caso del Sacro Cuore, dove una docente qualche anno fa è stata allontanata dalla scuola per motivi discriminatori legati al suo orientamento sessuale. Ad intervenire contro le suore che gestiscono tale scuola paritaria era stata la CGIL, a sostegno dell’insegnante.

Una vicenda che aveva visto poi la scuola essere condannata e obbligata a risarcire l’insegnante. Una vicenda chiusa se non quando durante la conferenza stampa di ieri, indetta dal candidato Sindaco del Centrodestra Andrea Merler alla presenza di Lorenzo Fontana – ex-Ministro della Famiglia – e del Segretario provinciale della Lega Mirko Bisesti, si è sollevata una polemica nei confronti del sindacato, visto che – a detta di loro – non era necessario l’intervento del sindacato.

Una vicenda che ha interessato anche altri partiti. Francesco Agnoli, ex-docente del Sacro Cuore e candidato a sostegno di Silvia Zanetti, è intervenuto tramite una lettera aperta inviata ai giornali: “Quando nel giugno 2014 scoppiò la vicenda, vissi da vicino quei fatti. I giornali, l’avvocato Schuster che oggi è candidato con +TrentoViva e Franco Ianeselli della CGIL ripetevano che la docente era stata licenziata. Niente di più falso“.

La verità è che non le venne rinnovato l’incarico, come successo a numerosi altri docenti. Ciò era nelle facoltà della scuola, tanto più che si trattava di docente non abilitata e senza contratto a tempo indeterminato” spiega Agnoli. “Fui più volte consultato al riguardo, anche perché al tempo scrivevo per i quotidiani Avvenire e Foglio: risposi sempre che si trattava di una evidente montatura a opera di persone avverse al Sacro Cuore per motivi ideologici, per il suo carattere di scuola privata-paritaria e cattolica“.

Dalla ricostruzione dell’ex-insegnante, compare inoltre che l’allora Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini e il Presidente della Provincia dell’epoca Ugo Rossi non attivarono alcun procedimento contro la scuola. “Se ci dovessimo trovare di fronte a un caso legato a una discriminazione di tipo sessuale, agiremo con la dovuta severità” dichiarò il Ministro, senza poi far seguire alcuna azione.

Sia in primo che in secondo grado di giudizio, è stato accertato che la scuola ha compiuto una discriminazione, venendo condannata a risarcire il fatto. Ora si attende l’udienza in Cassazione. Delle due l’una: o Merler ritiene che l’eguaglianza delle persone non sia un valore e fa propaganda sulla pelle delle persone discriminate, oppure ritiene che due sentenze di giudici italiani siano semplici opinioni non meritevoli di rispetto” sostiene l’avvocato Schuster.

Sembrerebbe dunque un caso già chiuso, nella quale la CGIL compare solo come “contorno politico” della vicenda. Eppure sembra che la condanna imposta dai tribunali veda il Sacro Cuore costretto a risarcire la docente con una somma di 40.000 euro. Non si fa invece menzione del reintegro della docente, come invece sarebbe stato probabilmente opportuno in caso di ingiusto licenziamento.

Quello che dunque fa riflettere non è l’azione legale in sé: non si può in alcun modo pensare che sia giusto allontanare o non rinnovare il contratto a una persona per motivi differenti dal proprio operato sul posto di lavoro. Tuttavia, l’atteggiamento della CGIL in questo caso sembra essere stato piuttosto quello di agire per un fine politico ed economico.

Certo, Ianeselli – all’epoca Segretario provinciale del sindacato – probabilmente non poteva nemmeno pensare che anni dopo sarebbe stato il candidato Sindaco del Centrosinistra trentino, ma invece avrebbe dovuto sapere che il mondo delle scuole paritarie, pur costellato da eccellenze, vive spesso problemi legati ai contratti e ai pagamenti dei docenti.

Spesso, di fronte a questioni legate all’aspetto salariale del contratto, i sindacati non si attivano o comunque non nella misura con cui si sono mossi per il caso del Sacro Cuore. Cosa ancora più grave, se si pensa che la maggior parte dei docenti non pagati sono giovani, che talvolta accettano di lavorare gratis solo per poter accumulare punti per le graduatorie nazionali, così da aumentare le possibilità di un impiego stabile e retribuito dallo Stato.

Evidentemente, un’azione sindacale nei confronti di chi non retribuisce giovani che dimostrano il fallimento di una politica statale sulle scuole non solo non porterebbe voti, ma metterebbe in difficoltà anche quei partiti che da anni hanno in mano le redini della scuola e non hanno ancora trovato una svolta per un ricambio generazionale più che mai necessario, anche alla luce delle difficoltà apparse durante il lockdown con la Didattica a Distanza.

Spesso si sente dire la frase “Sarò il Sindaco di tutti” da parte dei candidati appena eletti o nel corso della campagna elettorale: viene da chiedersi se Ianeselli potrà effettivamente essere Sindaco di tutti se l’attività del suo sindacato è stata concentrata nell’intervento su un caso estremamente specifico, girandosi però dall’altra parte per quanto riguarda fatti altrettanto gravi che interessano però moltissimi dipendenti.