Franco Bruno, “La Catena”, 10 Comandamenti per Trento

Il Movimento di protesta ha raggiunto Trento

Oltre lo show e la protesta. Una lista di candidati che si definiscono persone semplici. Il papabile Sindaco non ha mai votato in vita sua.

Presentano i dieci comandamenti per Trento che si propongono di seguito.

Ama le belle donne, va all’estero per trovarle, sogna la famiglia del maschio che porta la pagnotta e della donna che alleva i figli e cucina.

Dice che lo spaccio va eliminato. Che la burocrazia va eliminata. Che bisogna che la politica scenda a parlare coi semplici. E allora ha provato molte volte e stavolta ci siamo. Classe 1979 ecco i 10 comandamenti dell’artigiano edile Franco Bruno del Movimento La Catena.

  1. Aiuta l’artigiano, lui aiuterà te;
  2. Immediata unificazione Trentino – Alto Adige. Noi italiani siamo soli!
  3. Via gli spacciatori da tutti i parchi italiani invasi da extracomunitari;
  4. Via i contributi agli stranieri che non lavorano, oppure, se i politici vogliono mantenerli lo facciano con i risparmi prelevati dai loro risparmi;
  5. Eliminazione dell’Arma dei Carabinieri, della polizia ittica, forestale, ecc.. accorpando tutto nella sola Polizia di Stato;
  6. Per i clandestini ed i carcerati stranieri, espulsione immediata per svuotare le carceri. Gli stranieri aspettano l’inverno per andare in prigione così stanno al caldo e mangiano gratis mentre gli italiani li fanno anche pagare circa 40€ al giorno;
  7. Riduzione degli stipendi dei dirigenti pubblici e il recupero di tutto quello che hanno incassato in più facendo il paragone ad un qualsiasi operaio;
  8. Via gli studi di settore, via il redditometro e abolizione dell’uso limite dei contanti di 1.000 euro;
  9. Eliminare i sindacati;
  10. Via le donne soldato.

Siamo sotto una dittatura poliziesca a vantaggio di extracomunitari, dipendenti pubblici e donne.

I signori politici fingono di fare gli interessi del popolo solo per i loro fini personali e per questo che li dobbiamo mettere al muro e LA CATENA deve andare al potere in modo che noi artigiani possiamo lavorare così da far girare l’economia e le nostre famiglie possano vivere dignitosamente.