La scuola trentina riapre a regime, in altre regioni bimbi seduti a terra

Sala Operativa con controllo istantaneo delle emergenze attiva dalle sei di mattina.

Si era premurato di visionare le aperture e monitorare l’andamento dei servizi – l’assessore all’Istruzione Mirko Bisesti – che con la sua presenza in Sala Operativa ha potuto e voluto verificare che non ci siano intoppi nei diversi plessi. La prima giornata in Trentino ha avuto un esito buono.

Bambini fuori da ogni gioia, la loro vita riparte ma anche commozione per le mamme lanciate in selfie da lacrime agli occhi. Possiamo solo pensare il livello di ansia di questi eroici genitori combattuti tra la televisione che parla di “scuole a pezzi” e la realta’ locale dove, volendo, di spazi e di idee per evitare il sovrapporsi di assembramenti, ce ne sono ancora. Non mancano le soluzioni. Assolutamente.

Ha esordito dicendo così il dirigente dell’Istituto Comprensivo Trento 7.

Oggi si riaccende la luce sulla scuola trentina.

A parlare e’ Paolo Andrea Buzzelli, in occasione del primo giorno di scuola alla Primaria Sant’Anna di Gardolo dove, assieme agli insegnanti e al personale scolastico, ha accolto una folla di bambini e genitori emozionati e una delegazione istituzionale, composta dall’assessore provinciale all’istruzione e dal dirigente generale del Dipartimento istruzione. “Dopo il buio c’è sempre il sereno – ha proseguito il dirigente – e questo è l’auspicio che vogliamo far pervenire da Gardolo a tutte le scuole del Trentino, nella speranza che il nuovo anno possa trascorrere il sereno possibile”.

La sala operativa monitora gli andamenti dei plessi e continua con occhio vigile a gestire le emergenze.

sala operativa pat

Stamani le campanelle delle 350 scuole hanno annunciato la riapertura delle lezioni a oltre 70 mila studenti. Sei mesi fa, la diffusione della pandemia Covid-19 aveva portato alla chiusura degli istituti e alla sospensione delle lezioni in presenza.

DIVERSA LA SITUAZIONE ALTROVE

Gli attenti lettori non avranno perso di vista la situazione in Toscana e in Liguria dove alcune classi sono rimaste senza logistica.

Un esempio emblematico la foto del governatore ligure Giovanni Toti. Per attendere il compito della riapertura il 14 si sono trovati seduti a terra.

Diverso il caso campano dove la data scivola al 24 in quanto la logistica non esiste. Ma i casi sono emersi in giornata. Certo i bambini sono felici di stare insieme ma quando saranno pronti?

IN TRENTINO FAMIGLIE SODDISFATTE DEL SERVIZIO

Oggi la scuola trentina ritorna alla normalità in occasione dell’inizio dell’anno scolastico 2020/2021. Si tratta di un “ritorno alla normalità” particolare, fatto di norme di prevenzione stringenti (distanziamento, accesso alle aule scaglionato, mascherine, banchi singoli e ricreazioni controllate), oltre ad un trasporto pubblico limitato per numero di passeggeri. Sullo sfondo ci sono i protocolli da adottare nel caso di febbre o sospetti casi di contagio da Covid-19, con l’isolamento dell’alunno o del docente, piuttosto che del personale scolastico.

In Sala Fedrizzi si sono riuniti stamani i responsabili dei Vigili del fuoco, presente il presidente della Federazione dei volontari e poi il Servizio Gestione strade, Trentino Trasporti, Dipartimento istruzione ed Azienda sanitaria per garantire il presidio sulla ripresa delle lezioni a sei mesi dal lockdown imposto dalla pandemia Covid-19.

“Il compito della sala operativa – spiega De Col – è di controllare gli accessi alla città, verificare i flussi dei passeggeri alle stazioni, gli assembramenti alle fermate dei bus e gli ingressi alle strutture scolastiche. Inoltre, ed è il compito principale, caso di emergenza sanitaria riusciamo a garantire il miglior coordinamento con l’Azienda provinciale per i servizi sanitari”.

Poco dopo le ore 7 ha fatto visita anche il commissario del Governo, Sandro Lombardi, e quindi l’assessore all’istruzione che hanno voluto accertare di persona l’attività: “In questi mesi – ha commentato il commissario – tutte le istituzioni hanno lavorato in Trentino per garantire l’apertura in sicurezza della scuola. Il monitoraggio di oggi serve a verificare le reali esigenze ed eventualmente a migliorare ancor più il servizio”.

Ma quanto accaduto era prevedibile considerato che ormai da giorni l’idea passata era quella delle strutture per l’infanzia: sorveglianza e sicurezza.