Molinari a Trento a sostegno di Merler: “La Lega? A difesa dell’autonomia, ma non solo…”

Una disamina, quella di Molinari, che parte dalla caduta del primo governo Conte ("proprio sul concetto di autonomia i nostri alleati non ci sentivano, non ci ascoltavano e noi abbiamo deciso, in controtendenza, di non tradire i nostri elettori") e attraversa la tematica dell'immigrazione, dell'Europa e dell'incremento - a livello percentuale nei sondaggi - del consenso alla Lega.

Riccardo Molinari
Riccardo Molinari

A far gli onori di casa, nella giornata di ieri, durante l’incontro con l’altro capogruppo alla camera dei Deputati, l’Onorevole Riccardo Molinari, la capogruppo in consiglio provinciale della Lega Trentino Mara Dalzocchio. Davanti a moltissime persone in una Trento in corsa per le elezioni comunali, la capogruppo della Lega Trentino ha ricordato come la Lega, nazionale, ma soprattutto locale, da sempre creda nel concetto di autonomia, in Trentino da sempre argomento centrale.

Un monito, quello di Mara Dalzocchio, che di questo valore autonomista, ha ricordato “occorre farne un vanto”

“L’autonomia bisogna sentirla, non si può inventare”. E ricordando come da sempre questo sia stato un valore portante della giunta provinciale insediatasi proprio in trentino dopo le elezioni provinciali del 2018. Un valore che andrà ora riportato anche a livello locale, con Merler sindaco. Ma non solo; liberando quella Trento da sempre in mano alla sinistra. Una sinistra che a parole si è sempre detta autonomista, tranne poi non dimostrarlo nei fatti.

Anche il segretario della Lega trentino, Mirko Bisesti, ha poi ringraziato l’Onorevole Molinari, ricordando come la Lega, che in Trentino ha dimostrato di correre e combattere continuamente per la propria terra, ricordando come anche a Roma ci siano parlamentari leghisti che abbiano sempre un ottimo collegamento con il territorio, le attività produttive e dunque un concetto indennitario che, al giorno d’oggi, rappresentano sicuramente un valore aggiunto.

Valore aggiunto racchiuso proprio in quel Riccardo Molinari che ieri ha rilanciato, come se non bastasse, il tema autonomista:

un tema centrale per la cosa a palazzo Thun, ma che, per Molinari, rappresenta una volontà condivisa, un messaggio fondante e fondamentale che proprio durante questa corsa alle comunali dovrà diventare centrale. “Il senso di questo voto va oltre alla dimensione locale di Trento e delle regioni. Si vota in sette regioni, praticamente in mezza Italia”, ha ricordato, senza poi tralasciare una stoccata a Conte. “E’ chiaro che un avanzamento della Lega durante queste elezioni dimostrerà tutto il disagio da parte di molti cittadini italiani”. L’occasione, per Molinari, “per dare una dimostrazione forte”, attraverso una saldatura che dimostrerà moltissime cose. Senza tralasciare poi una lunga stoccata rispetto a quella che è la tenuta del Governo Conte bis, per Molinari in piedi per interessi propri più che per rispondere alle esigenze, locali e nazionali, dei cittadini.

Una disamina, quella di Molinari, che parte dalla caduta del primo governo Conte (“proprio sul concetto di autonomia i nostri alleati non ci sentivano, non ci ascoltavano e noi abbiamo deciso, in controtendenza, di non tradire i nostri elettori”) e attraversa la tematica dell’immigrazione, dell’Europa e dell’incremento – a livello percentuale nei sondaggi – del consenso alla Lega. Un consenso che, si è augurato, possa far ricordare anche ai cittadini trentini, in che direzione va oggi il cambiamento e come potrebbe tradursi eleggendo un sindaco di centrodestra a Trento, con importanti cambiamenti sul sociale, sul rilancio economico, sulle politiche del lavoro e della sicurezza anche su logiche più contenute. Al di là degli slogan elettorali e dei comizi privi di sostanza.

di G.P.