Referendum, esulta il MoVimento 5 Stelle: “Risultato storico”

Un cambiamento che non cambia le proporzioni, ma mette in luce la mentalità degli italiani, che hanno scelto con enorme forbice di maggioranza e sanno quello che vogliono.

“VITTORIA! – esordisce il consigliere Diego Nicolini commentando l’avanzamento dello scrutinio alle ore 18.00 – “I risultati vanno oltre ogni sondaggio e confermano che in Alto Adige vince il SI con il 79%. Il dato è ancora più netto se visto nei comuni delle nostre valli, è il momento per un Parlamento più snello, per un Paese più efficiente. Noi lo abbiamo sempre detto: dove i cittadini e le cittadine hanno un contatto più diretto con la rappresentatività locale non è necessario avere un numero ridondante di parlamentari ed i nostri comuni da Aldino a Villandro, da Racines a Glorenza lo confermano. Adesso bisogna tornare a dar maggior peso alla vicinanza con i cittadini e al potenziamento delle Autonomie locali.”

Luigi di Maio ha affidato ai social il primo commento: “Torniamo ad avere un Parlamento normale, con 345 poltrone e privilegi in meno. E’ la politica che dà un segnale ai cittadini. Senza il Movimento 5 Stelle tutto questo non sarebbe mai successo”. 

E’ cosa certa che questa sia una vittoria da attribuire tutta al MoVimento 5 Stelle, anche se – secondo le letture diacroniche che si danno ai risultati – potrebbero essere proprio loro, alla prossima tornata, a non esserci più.

Poco conterebbe se fossero rispettate le regole, infatti il MoVimento di Beppe Grillo, avendo collocato il doppio mandato nel Regolamento, alla fine di questo Mandato dovrebbe rinnovare il vivaio, un fatto che – dal punto di vista squisitamente tecnico – conferma che alla prossima tornata elettorale per il Parlamento il MoVimento 5 Stelle sarebbe tutto da ricostruire, ma da tempo lo storico leader non fa parte dell’agone e messosi in disparte potrebbe avere un progetto diverso.

Questa è una fase storica per l’Italia, dal momento che da oggi dovranno cambiare le regole interne a un sistema storico. Il MoVimento 5 Stelle però sarà la prima vittima illustre del “nuovo parlamento” che dal proporzionale allo sbarramento, dalle divisioni del Senato delle Autonomie (che riguarda la Regione Trentino Alto Adige) ha davanti un periodo di riassestamento 400/200 che non cambia la proporzione nei numeri interni, ma solo i numeri assoluti. (MC)